Dagli Animal Spirits alla Neuroeconomia: Quando la Psicologia si Integra con l’Analisi Economica

I risultati ottenuti grazie all’impiego del paradigma di ricerca proprio della neuroeconomia hanno contribuito al superamento di quel concetto di razionalità piena che, basandosi su un approccio normativo, intendeva prescrivere il modo in cui le persone avrebbero dovuto scegliere.  Per anni, economisti come von Neumann e Morgenstern hanno supposto che gli individui fossero esseri puramente razionali, capaci dunque di soppesare correttamente i vantaggi di ciascuna alternativa di scelta.

Studi condotti col metodo della risonanza magnetica funzionale, che misura il flusso sanguigno richiamato dalle diverse aree cerebrali, hanno permesso alla neuroeconomia di scattare una sorta di istantanea delle zone del cervello che si attivano in corrispondenza di dati processi mentali.

Un esempio può essere utile per chiarire questa metodologia. Si pensi al cosiddetto ultimatum game: qui un soggetto proponente, impegnato nella suddivisione di una somma di denaro, avanza al proprio partner un’offerta di ripartizione monetaria iniqua; quest’ultimo può scegliere se accettare o meno tale proposta. Qualora non accetti, entrambi i giocatori non ottengono nulla. Ebbene, nonostante l’agire razionale suggerisca come anche un piccolo guadagno sia finanziariamente meglio di nulla, il partner rifiuta sistematicamente l’offerta giudicata non equa.