Dal Muro di Berlino a quello Turco: Storia di un Mondo che Regge grazie alle Barriere

Dal Muro di Berlino a Quello Turco: Storia di un Mondo che Regge grazie alle Barriere

Il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino e con esso la convinzione che il mondo avesse bisogno di barriere per garantire una coesistenza pacifica tra gli Stati. Le immagini festose di una Germania finalmente ricongiunta avevano profuso, per tutto il mondo, la speranza e la voglia di ricominciare da un nuovo concetto di libertà, che non sarebbe mai più stato messo in discussione da disuguaglianze politiche, religiose o culturali. Oggi, a quasi 25 anni di distanza, quel giorno sembra essere ideologicamente troppo lontano.

L’evolversi della politica internazionale in uno scenario di precario equilibrio ha rafforzato la credenza che una separazione concreta tra i popoli fosse l’unica strada percorribile per arginare problematiche di carattere mondiale come la sicurezza, l’immigrazione e la criminalità. Soluzioni che trovano giustificazioni apparentemente legittime nella costruzione di più di 8 mila chilometri di muri e barriere, che da quel giorno dividono nazioni e limitano popolazioni di tutto il mondo, spesso celando gravi violazioni del diritto internazionale. Stiamo parlando di vere e proprie colate di cemento, recinzioni, fili spinati e costruzioni di ogni genere che circoscrivono intere aree, non tenendo conto della libertà, delle disponibilità e delle volontà di una o più popolazioni.

Tra le limitazioni architettoniche che il Time Magazine nel 1962 chiamò con la locuzione generica Muro della vergogna, il più importante e il più longevo è, senza dubbio, il Muro di Berlino. La famosa fortificazione, costruita nel 1961, fu eretta come schermo contro una possibile nuova ondata fascista. Per quasi trent’anni tenne divisa la Germania e separò il mondo intero in due blocchi: quello statunitense e quello sovietico. La sua distruzione, nel 1989, segnò la fine di un’epoca e aprì la strada verso la riunificazione dell’intera nazione. Ma non è l’unico. Per quanto controversa, la costruzione di barriere, negli ultimi vent’anni, ha subito un’importante crescita.

Risale al 1994 il progetto che gli Stati Uniti avviarono per la realizzazione di un muro lungo la frontiera al confine tra USA e Messico, al fine di impedire agli immigranti clandestini, in particolare messicani e centroamericani, di entrare illegalmente sul suolo statunitense. Diversa, invece, è la storia del Muro Marocchino (in foto qui sotto): una berma in calcestruzzo lunga 2720 km, costruita dal Marocco nel Sahara Occidentale per difendere il territorio nazionale dal Fronte Polisario, un’organizzazione militante che da sempre combatte per l’indipendenza della zona desertica occidentale. Muro Marocchino