Dalle Vitamine alla Marijuana: il Futuro del Business Medicinale

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Se negli ultimi mesi gli Stati del Colorado e di Washington hanno già avviato la legalizzazione della marijuana, sia a scopo terapeutico che ricreativo, molti altri sembrano essere indirizzati a seguire il loro esempio. I primi, entro fine anno, ad approvarne l’uso medicinale dovrebbero essere l’Alabama, il Kentucky, il Tennessee, la Carolina del Sud e la Georgia, così come succede da tempo già in Montana, Arizona, New Mexico, Michigan e Vermont.

Bill Chabaan, CEO di Creative Edge Nutrition, azienda produttrice di supplementi nutrizionali a base di vitamine in Michigan, aveva previsto questa tendenza e si è mosso per tempo. Dopo aver acquistato, un anno e mezzo fa, un terreno di più di 40mila metri quadrati a Windsor in Ontario (Canada), Chabaan ha subito provveduto a renderlo un’area sicura ed isolata, affidandone la security ad un veterano ex-agente della DEA ed al suo team, investendo anche più di 3 milioni di dollari nella progettazione di tutte le strutture necessarie. I numeri sono impressionanti: quasi 600mila chili di marijuana all’anno, per un valore di 5 miliardi di dollari. Insomma, un business enorme per la Edge Nutrition che, a differenza di tutte le altre aziende produttrici di cannabis, è anche quotata in borsa.

Le intenzioni sono proprio serie, come dimostra l’application di 900 pagine preparata da Chabaan per diventare ufficialmente un coltivatore a scopi commerciali in Canada. Mancano ancora alcuni mesi per l’approvazione, ma c’è già chi crede nel progetto: in primis l’azienda GrowLife, che ha deciso di partecipare col 25% per l’acquisto delle strumentazioni necessarie alla coltivazione. Oltre a ciò, Chabaan ha avviato uno studio per ideare un programma che associ i diversi tipi di marijuana, coi relativi effetti, alle patologie da curare (o piuttosto lenire), per poi creare un sofware ad hoc.

In attesa che la legalizzazione consenta alla Edge Nutrition di iniziare le vendite negli USA, dove l’azienda ha la sua sede operativa, si pensa già alle esportazioni. Un esempio su tutti? Israele ha già degli accordi commerciali vigenti col Canada ed un programma nazionale per l’uso medico: insomma, è il target perfetto.

Ma il piano di Chabaan è molto più ambizioso di quanto già non appaia. Di fatto, proverà a sottrarre una buona fetta della produzione e distribuzione della cannabis negli USA, non appena il commercio verrà legalizzato. Sottrarre a chi? Ai previsti dominatori del settore: le grandi case produttrici di tabacco. La sfida è lanciata e, se adesso le azioni della Edge Nutrition valgono circa 10 centesimi di dollaro ciascuna, potrebbe essere il momento di approfittarne.

Photo credit: r0bz / Foter / Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)