Dall’Università alle Europee in 3 Anni: L’Italia Vuole Gente “Forte”

Come è avvenuto poi il passaggio dalla politica universitaria a quella nazionale?

In modo molto semplice. Mi sono accorto che l’esperienza fatta in università mi aveva permesso di crescere e di imparare a dare un giudizio sulle cose, a prendere posizione, a venire incontro ai bisogni delle persone. Così ho pensato di continuare a dare il mio contributo anche dopo l’università, in una realtà totalmente diversa come quella comunale.

Hai studiato Storia, quanto ha inciso e incide il tuo percorso di studi con quello che ti trovi davanti tutti i giorni nel fare politica?

Senza conoscere la Storia non si possono affrontare i problemi di oggi: il passato innanzitutto ci insegna a non commettere gli stessi errori e a capire i disagi economici e sociali in cui ci troviamo. E poi oggi in Europa non c'è bisogno di più tecnocrati, ma di persone che sappiano spendersi per un grande ideale come quello che ha reso possibile l'Europa dei padri fondatori, all'indomani del disastro della seconda guerra mondiale. Avere un background culturale di un certo tipo ti permette quindi di aprirti incontro all'altro senza paure o inutili pregiudizi.

In cosa consiste il lavoro di un Consigliere Comunale?

Innanzitutto in uno studio continuo e molto approfondito. Sono tantissime le cose messe all’ordine del giorno per esempio durante un consiglio. Occorre leggere e studiare pile di fogli per essere preparati e poter dare un contributo puntuale e decisivo. In secondo luogo, il lavoro consiste nel dialogo continuo con il proprio gruppo di appartenenza, il gruppo avversario e i cittadini. Senza dialogo e confronto non esiste politica. E questa devo dire è una parte della politica che mi affascina e mi arricchisce molto.