Davide e Golia: Ferrari fa Causa a un 21enne

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Il sogno di un bambino, un cavallino, passione a volontà ed un pizzico di malizia. Miscelare bene il tutto in una Facebook Fan Page e il successo è assicurato: 8 milioni di likes in poco più di 5 anni. Questo lo strepitoso risultato ottenuto da Sammy Wasem e suo padre Olivier, creatori e gestori, fino a poco tempo fa, di una delle tante Pagine Facebook della scuderia Ferrari. I Wasem iniziarono nel 2009 spinti dalla loro comune passione per i motori, cercando un contatto con l’azienda di Maranello che però non ufficializzò mai la collaborazione con il duo americano. Tuttavia qualche anno più tardi, considerato il brillante lavoro svolto per la Compagnia, che vedeva incrementare revenue e brand awareness, i due ricevettero una membership a vita per la scuderia Ferrari.

Tutto andava per il meglio e l’idillio sembrava potesse durare in eterno; ma così non è stato dal momento che adesso i Wasem hanno intrapreso una battaglia legale che darà filo da torcere agli esperi di proprietà intellettuale, uno dei temi più complessi per il giurista moderno. Padre e figlio, probabilmente peccando di disinformazione, hanno più volte utilizzato la Fan Page per vendere prodotti non appartenenti all’azienda o per diffondere messaggi strettamente personali. Facile immaginare che Maranello non abbia gradito tutto ciò, decidendo quindi di prendere il controllo della pagina Facebook. Come ha reso noto in una dichiarazione il portavoce della Compagnia, Stefano Lai, in tal modo è stato infranto quell’ingarbugliato insieme di leggi che disciplina la proprietà intellettuale, in quanto non è consentito fare business utilizzando l’immagine di una Compagnia senza previa specifica autorizzazione.

Di contro, la famiglia Wasem sostiene che sia stata l’azienda del cavallino rampante ad infrangere la legge appropriandosi ‘con la forza’ della gestione della loro pagina Facebook, generando un risentimento che li ha portati a chiedere 10 milioni di franchi svizzeri di risarcimento per le 5500 ore di lavoro svolto. A dare una speranza ai Wasem c’è l’autorevole parere dall’avvocato Joris Van Manen della Hoyng Monegier, il quale sostiene che la pagina in questione costituisce il frutto dell’attività umana dei Wasem ed è soggetta ai principi giuridici che tutelano creazioni ed invenzioni, giungendo quindi alla conclusione che è stata la Ferrari violare la legge sul Diritto d’Autore.

La battaglia legale che è appena iniziata si prevede lunga e densa di colpi di scena dal momento che non sarà compito facile stabilire dove finisce la libertà di espressione ed inizia la proprietà industriale. Ma quel che più dovrebbe preoccupare la Compagnia di Maranello è come i competitors sfrutteranno la vicenda per mettere in cattiva luce il cavallino rampante. Sui social network la mobilitazione in favore del piccolo Sammy è già iniziata e, considerando la sua comprovata esperienza nel mondo del Digital Marketing, potrebbe avere una portata tale da infliggere un duro colpo all’immagine della scuderia più amata al mondo. I precedenti non mancano e ci dicono che forse sarebbe stato più opportuno gestire diversamente la controversia: anni or sono McDonald’s nella medesima situazione decise di assumere i suoi meritevoli fans, risolvendo il problema ed accattivandosi le simpatie del suo pubblico.

Qualora decidesse di cambiare strategia, la scuderia di Maranello è ancora in tempo per fare marcia indietro, così come è ancora in tempo per vincere il mondiale.

Forza Ferrari.