Dentro Radiostatale: Intervista alla Nuova Radio UNIMI

Perché qualcuno dovrebbe ascoltare Radio Statale?

Noi abbiamo la fortuna di non avere fini commerciali, quindi non dobbiamo perseguire determinati ascolti. Possiamo, perciò, permetterci l’azzardo di far suonare qualcosa di poco “vendibile”, di originale o sperimentale che non si può trovare in un panorama radiofonico italiano attualmente molto stagnante. Abbiamo 38 programmi che diventeranno 40, forse di più dopo Natale. Ogni programma ha un suo piccolo target. Ci sono programmi che non possono trovare spazio in altre emittenti come Hendel With Care (Lunedì 19:00) cartellone di classica con approfondimenti tenuti da studenti da musicologia. Abbiamo, però, anche dei programmi un po’ più Pop, dei talk come Ratataplan(Martedì 19:00) e Cantastorie (Mercoledì ore 15:00).

Come si inserisce una radio nel contesto Universitario?

La radio è un media a tutti gli effetti che come tale si rapporta all’ambiente universitario. La grande fortuna è quella di essere in un contesto con studenti di vario tipo, ma ciò presenta anche la difficoltà di dover offrire un contenuto in  grado di interessare tutti. Per esempio nella rubrica di approfondimenti di cinema, come Cinefollia (Martedì ore 15) devi dare un prodotto che sia fruibile da tutti, ma che sia ascoltato anche da persone che insegnano e studiano questa materia. Una radio che però deve avere anche un’idea da esprimere, cercando di informare lo studente medio e di renderlo partecipe della vita dell’Ateneo, portando alla luce problematiche e verità, creando un canale di comunicazione importante tra i vari organi.