Deutsche Bank, Troppo Interconnessa per Fallire

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In molte occasioni ho citato il libro di Andrew Ross Sorkin dal titolo Too big to Fail, che racconta i retroscena di come i big della finanza di Wall Street e le élite politiche di Washington abbiano cercato di salvare il sistema finanziario -e loro stessi- durante la grave crisi del 2008.

Era il 13 settembre quando si tentava di porre rimedio, in extremis, al fallimento della banca Lehman Brothers per evitare il pericoloso “effetto domino”. Il finale della storia lo conoscete già, anche perché le conseguenze, non solo finanziarie, le stiamo ancora vivendo dopo otto anni. Tuttavia è giusto indagare meglio il concetto di “effetto domino”.

Il mondo finanziario si basa su ingranaggi di trasmissione che possono funzionare in maniera virtuosa sull’andamento economico. Quando qualcosa va storto, però, la conseguenza che maggiormente terrorizza gli operatori è proprio l’effetto domino. Per gli addetti ai lavori la terminologia è rischio sistemico: quella cosa che fa sì che un piccolo cambiamento sia in grado di determinare una reazione a catena nel mondo finanziario.

Questo rischio nasce dal possibile fallimento di un intermediario finanziario, il quale a sua volta scatena una serie di fenomeni di insolvenza o fallimento di altri intermediari. L’importanza del fenomeno non è determinata dalla dimensione della banca coinvolta, ma dal grado di correlazione di questa con altre realtà. Giunti a questo punto la domanda da porsi è la seguente: come fa uno shock a diventare rischio sistemico? La risposta c’è, e risiede nel verificarsi di almeno una delle seguenti condizioni: cresce la sfiducia riposta negli intermediari e nei mercati da parte del pubblico; aumenta la disparità informativa, favorita da strumenti finanziari maggiormente complicati (vedi prodotti derivati); si registra un elevato indebitamento da parte di soggetti finanziari rispetto al proprio capitale.

Nel caso di Deutsche Bank, le tre condizioni sopra elencate si stanno verificando contemporaneamente, come abbiamo in altre occasioni raccontato. Basterebbe questo per non farci stare tranquilli. Tuttavia, come detto all’inizio, ciò a cui dobbiamo fare attenzione sono le interrelazioni che questa banca intrattiene con il resto degli operatori finanziari. Diamo quindi un’occhiata al grafico seguente:

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Non è difficile capire come la conseguenza di un fallimento di Deutsche Bank innescherebbe un effetto “domino” (per gli operatori finanziari: rischio sistemico) di dimensioni catastrofiche. Bene, ecco il motivo per cui David Rosenberg, noto economista canadese, sostiene che Deutsche Bank sarà salvata essendo “troppo interconessa per fallire”.

Certamente la motivazione gioca a favore del trovare una soluzione che eviti l’effetto domino nel mondo bancario e finanziario. Tuttavia, un altro economista e trader, Nassim Nicholas Taleb, ci ricorda come l’improbabile governi la nostra vita: il 13 settembre 2008 (fallimento della banca Lehman) è annoverato come cigno nero della storia economico finanziaria recente.