Divergenza, Guardare alla Crescita Attraverso Le Lenti del Determinismo Geografico

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Il determinismo geografico è la teoria per la quale le abitudini umane e le caratteristiche essenziali di una particolare cultura – ed, in definitiva, i diversi livelli di sviluppo economico da questa raggiunti – sono forgiate dalle condizioni geografiche entro le quali si sono evolute.

Il termine, inizialmente coniato da Ellsworth Huntington – professore di geografica all’università di Yale durante la prima metà del XX secolo – in riferimento all’ascesa e alla caduta dell’Impero Romano nel 400-500 d.C. – quest’ultima fu, infatti, attribuibile presumibilmente al periodo di siccità che ne invase la regione e successivamente la condusse al collasso – venne ripreso da Jared Diamond, fisiologo americano, nel libro che gli garantì nel 1997 il Premio Pulitzer, “Guns, Germs, and Steel“.

Una parte fondamentale della teoria di Diamond consiste nell’aver spiegato come le società nell’Eurasia si siano sviluppate più rapidamente che nelle Americhe ed in Africa. Secondo l’autore – per cui la “geografia diviene [quindi] un destino” – dato l’orientamento orizzontale del continente Euroasiatico, i suoi abitanti potevano godere del medesimo clima ed ambiente naturale – in questo modo un raccolto particolarmente pregiato od un animale addomesticato potevano essere semplicemente adoperati ad ogni longitudine, e con la stessa facilità le migliori pratiche di coltivazione e di allevamento potevano essere trasferite da un gruppo ad un altro. Tale dinamica non fu possibile, proprio a causa della sua conformazione geografica, in Africa. Da qui, i diversi tassi di sviluppo.