Donald Trump Corteggia gli Americani di Etnia Indiana: Ecco Perchè

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La campagna elettorale di Donald Trump negli USA è stata caratterizzata dalle numerose e imbarazzanti gaffes del magnate, che gli potrebbero costare la presidenza; ma il candidato del Partito Repubblicano non si dà per vinto, e con un nuovo spot cerca ora di avvicinare potenziali votanti di etnia indiana.

Tale spot, nel quale compare uno slogan basato su quello del primo ministro indiano Narendra Modi, dura trenta secondi, ed inizia augurando un “Felice Diwali” agli spettatori, prima di mostrare un discorso del miliardario tenuto a un concerto di beneficenza nel New Jersey, organizzato dalla Republican Hindu Coalition; include anche immagini di un attentato terroristico del 2008 in India.

Il magnate di Chicago Shalabh Kumar, a capo del comitato di Trump sulle relazioni tra India e Stati Uniti, nonchè fondatore e presidente della sopra citata Republican Hindu Coalition, ha detto a Business Insider che lo spot sta apparendo 20 volte al giorno nell’intera nazione, su 20 canali diversi, tra cui Zee TV USA, un canale americano in lingua Hindi, e TV Asia; “è l’unico candidato che abbia mai pronunciato una frase in Hindi”, afferma Kumar.

La campagna, continua Kumar, è parte di una strategia per ottenere il voto degli statunitensi di etnia indiana in tre stati chiave, ovvero Florida, North Carolina e Ohio. Se almeno 30.000 di loro voteranno per Trump in Florida, afferma il magnate, ciò potrebbe ribaltare le sorti dell’elezione in suo favore.

Ma i cittadini di etnia diversa da quella bianca, nelle ultime elezioni, hanno votato compatti per il Partito Democratico, mentre la posizione intransigente di Trump contro l’immigrazione in questa campagna elettorale ha allontanato questi cittadini dal Partito Repubblicano.

La strategia di Trump

Gli analisti che si occupano delle relazioni tra India e Stati Uniti vedono però in questo spot un tentativo di Trump di avvicinarsi a una particolare fetta dell’elettorato indiano negli USA, quella conservatrice e fortemente avversa all’Islam e al Pakistan, da sempre nemico dello stato indiano post-coloniale.

In particolare, secondo Kumar, il fatto che Obama si sia mostrato troppo “morbido” verso il Pakistan, tentando anche di vendere aerei da combattimento al paese islamico, potrebbe convincere l’elettorato indiano, di tendenze democratiche dato il suo status di minoranza etnica, a passare dalla parte dei repubblicani.