Per Donald Trump Facebook, Google e Twitter sono “media disonesti”

donaldtrump

Lo scorso fine settimana, Donald Trump ha preso di mira Facebook, Google e Twitter, accusate dal magnate e candicato del Partito Repubblicano per la presidenza degli Stati Uniti d’America di “seppellire” le notizie negative inerenti la sua rivale Hillary Clinton.

Secondo Trump, il popolare motore di ricerca e gli altrettanto popolari social network sono colpevoli di reprimere sul nascere le notizie relative alle indagini dell’FBI riguardanti il server email privato di Hillary Clinton.

Il miliardario non entra nello specifico, quindi non è facile capire cosa di preciso egli creda sia stato nascosto al pubblico, o come sia stato nascosto. Una rapida occhiata a Google News mostra che le indagini – riprese lo scorso Venerdì quando il direttore dell’FBI James Comey ha puntato il dito contro email recentemente portate alla luce – sono un argomento talmente popolare da essere stato in cima alla pagina principale del servizio di notizie di Google la scorsa Domenica.

Twitter non gestisce le informazioni in maniera simile a Google, ma nel corso della sopra citata Dom4enica la tag #Elections2016, così come tag relative alle indagini inerenti la Clinton, è stata in cima alla sezione “Featured Tweets” della piattaforma di microblogging.

La sezione “What’s Trending” di Facebook potrebbe includere menzioni sulle indagini, ma è difficile saperlo, in quanto il contenuto di tale sezione è personalizzato, tenendo in conto le preferenze di ciascun utente.

Facebook e Google, come accertato da Mashable, non sembrano aver alterato artificialmente il ranking delle notizie per influenzare l’opinione degli utenti, nè hanno modificato ranking relativi a candidati politici.

Twitter, tuttavia, si è rifiutato di commentare queste indiscrezioni.