Donne in prima linea contro il coronavirus

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Stiamo vivendo un momento storico atipico, travagliato. Ogni giorno, in quello che è ormai un rito funebre sentiamo numeri di morti, contagi e pare che questo mostro invisibile, il COVID-19, stia colpendo più uomini che donne. Tuttavia, saranno le donne, nel lungo termine, a subire maggiormente i danni provocati dal virus. La maggior parte degli operatori sanitari nell’Unione Europea è donna. Seppur il carico di lavoro risulti pesante sia da un punto di vista pratico che emotivo, la loro professione rimane una di quelle più sottovalutate e sottopagate nell’UE. Le infermiere lavorano giorno e notte, spesso con attrezzature inadeguate, dando il proprio sostegno ai pazienti che si ritrovano isolati da tutto e da tutti. In Italia, e non solo, vantiamo donne di grande coraggio impiegate nel settore: le ricercatrici dello Spallanzani, il cui direttore Marta Branca continua a dirigere l’ospedale in questo momento di caos, il primo ad aver isolato il virus dal sangue.

Persino in Cina, dove l’emancipazione femminile deve ancora fare molta strada, le donne sono tornate alla ribalta. Tra loro citiamo le infermiere di Wuhan, le prime al mondo ad affrontare questo nemico e la vicepremier Sun Chunlan, unica donna nel Politburo del Partito Comunista che è rimasta per tutta la durata della crisi a Wuhan, incoraggiando tutti i funzionari locali a fare lo stesso.

I danni socio-economici che colpiranno le donne una volta risolta l’emergenza saranno significativi. Secondo le ricerche dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, 1/4 delle dipendenti donne nell’UE svolgono un lavoro precario. Le assistenti di volo, le commesse, le cameriere negli hotel e le tour operator già in situazioni precarie avranno molto probabilmente difficoltà nel pagare la spesa, gli affitti e le bollette nei prossimi mesi. L’altro grande problema è la chiusura delle scuole. Quasi 300 milioni di studenti nel mondo stanno perdendo le proprie lezioni, riporta l’UNESCO. La chiusura di massa dei centri di assistenza all’infanzia e delle scuole ha lasciato molti genitori senza altra scelta se non quella di lavorare da casa. Gli spazi in casa possono dunque risultare troppo ristretti per chi deve lavorare isolato e troppo ampi per chi deve occuparsi del lavoro domestico e dello smart-working. La responsabilità della cura familiare grava ancora più sulle donne che sugli uomini e il lavoro può quindi diventare non-stop. E se cercassimo di trovare una nota positiva in questa emergenza? Così come la seconda guerra mondiale ha segnato l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro, questo momento potrebbe creare un modello di lavoro alternativo, più pratico per molte donne che cercano di conciliare casa e lavoro. Le donne, tanto conosciute per la loro capacità del “multi-tasking”, non sarebbero più obbligate a correre tra mille luoghi diversi per poter soddisfare i loro impegni.

Anche le donne più influenti stanno affrontando le loro difficoltà. In politica infatti le donne combattono senza riscuotere sempre il consenso popolare. La Presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde ha richiesto un sforzo coordinato per poter incoraggiare la ripresa della spesa pubblica. Lagarde si è concentrata su una risposta fiscale, affermando che non sarebbero state le banche centrali la prima fonte di risposte, una dichiarazione controversa a cui i mercati finanziari e i governi non hanno reagito bene. A questo malcontento si è aggiunto quello rivolto alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, la quale si è dichiarata sfavorevole alla proposta dei cosiddetti “Coronabonds”. Il progetto richiede un supporto condiviso, essendo questi titoli di Stato necessari per finanziare la ricostruzione dell’economia. Non andranno a cancellare i debiti dei paesi, ma a far sì che i cittadini non debbano “pagare neanche un solo euro per i debiti futuri di altri”, spiega il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte.

L’Europa è in una battaglia per la sua vita e quando si è personaggi pubblici è difficile agire senza essere criticati, specialmente in settori quali la finanza e la politica, dove le donne sono ancora una minoranza. Alcune però stanno riuscendo con successo. La Cancelliera tedesca Angela Merkel si è appellata alla ragione e alla disciplina dei suoi cittadini, usando la sua stessa storia per dar forza agli altri. Essendo cresciuta nella Germania dell’Est comunista, ha saputo rinunciare a delle libertà nei momenti più bui. Ribadisce che i fatti non mentono e l’89% dei cittadini tedeschi ha dichiarato di sentirsi protetto dal proprio governo. É il momento di prendere esempio dalle donne che riescono ad adottare strategie di successo, come quella della Ministra degli Esteri del Sud Corea Kang Kyung-wha. Ella crede nella trasparenza verso il pubblico e questo non solo le ha fatto guadagnare la fiducia di tutti i cittadini, ma ha anche portato ad un rallentamento dei contagi nel paese.

In questo momento bisogna dimostrare resilienza e chi può mostrarla più delle donne?

Margherita Mayr

 

Fonti

Agi.it, Redazione. “Quella Al Coronavirus è Un’altra ‘Guerra’ Che Darà Forza Alle Donne?” Agi, Agi.it, 27 Mar. 2020, www.agi.it/cronaca/news/2020-03-27/coronavirus-donne-lavoro-7893315/.

“Coronavirus Puts Women in the Frontline.” European Institute for Gender Equality, 25 Mar. 2020, eige.europa.eu/news/coronavirus-puts-women-frontline.

Hutt, Rosamond. “The Coronavirus Fallout May Be Worse for Women than Men. Here’s Why.” World Economic Forum, www.weforum.org/agenda/2020/03/the-coronavirus-fallout-may-be-worse-for-women-than-men-heres-why/.

Tgcom24, redazione. “Coronavirus, Conte Replica Alla Von Der Leyen: ‘Ue a Un Bivio. Mostrare Più Ambizione, Coraggio e Unità.’” Tgcom24, 3 Apr. 2020, www.tgcom24.mediaset.it/politica/coronavirus-conte-replica-alla-von-der-leyen-ue-a-un-bivio-mostrare-pi-ambizione-coraggio-unit_16872799-202002a.shtml.