Dopo la Giraffa, il Turno dei Leoni

zoo leoni

Nello stesso zoo dove il mese scorso era stata uccisa e smembrata la giraffa Marius davanti ai visitatori inorriditi, lunedì sono stati soppressi due leoni adulti con i loro cuccioli. È così già fallita la missione degli attivisti per i diritti degli animali in Danimarca.

Nel caso della giraffa, lo zoo aveva giustificato la decisione affermando di non averle trovato una nuova casa e di avere la necessità che non si accoppiasse con esemplari già presenti nelle gabbie. Posizione smentita subito dalle offerte di ospitalità che erano giunte allo zoo di Copenaghen. Ora invece, molto semplicemente, l’eliminazione dei leoni aveva l’obiettivo di fare più posto alle nuove generazioni ed ai nuovi arrivi di esemplari.

Sembra dunque che nello zoo danese non ci si faccia scrupoli ad eliminare rapidamente gli animali in esubero, ma che addirittura sia diventata un’abitudine. Il leone adulto e la sua compagna erano stati giudicati ormai troppo anziani, dunque da sopprimere. Stessa sorte per i loro cuccioli, che lo zoo ha ritenuto non in grado di sopravvivere senza i genitori, soprattutto in vista dell’arrivo del nuovo maschio, che comunque li avrebbe uccisi. La logica applicata non fa una piega: nel momento in cui ci sono soldi per acquistare esemplari più giovani e in forma, via il vecchio e avanti il nuovo.

Nonostante le polemiche del mese scorso, le giustificazioni da parte dello zoo non sono migliorate, ma si rifanno sempre a problemi di spazio e di impossibilità a collocare i leoni altrove. Come previsto, la vicenda ha suscitato proteste ed indignazione a livello internazionale. L’eco della notizia è arrivato anche in Italia e la direttrice dell’Enpa (Ente nazionale protezione animale) chiede a tutti i futuri candidati del Parlamento europeo di porre fine alle strutture di cattività in tutta Europa e soprattutto di fermare le decisioni degli amministratori di alcune strutture, intollerabili e in conflitto con l’idea di civiltà che l’Europa cerca di promuovere.

Photo credit: Karl Stiler / Foter / CC BY-SA