E’ Finita l’Età Dell’Oro?

Tra shutdown e rischio default, le aspettative degli analisti erano tutte rivolte verso una risalita del prezzo dell'oro, tipico "bene-rifugio", sempre caro nei periodi di crisi politica ed economica. Era stato così anche all'indomani del post Lehman Brothers e nei primi mesi di crisi, con il metallo saldamente in ascesa capace di toccare, al vertice della sua scalata, quota 62$/g. Oggi siamo sotto quota 42$, con il trend incapace di invertirsi nonostante l'empasse politica americana, da tutti prospettata come possibile volano positivo per le quotazioni di oro e argento, altro metallo in sofferenza. Possibile causa dell'andamento schizofrenico dell'oro (se paragonato a quanto successo appena pochi anni fa) potrebbe risiedere nell'elemento "paura". "Se si guardano le quotazioni dell'oro di due anni fa (al momento dell'ultima crisi del tetto del debito nel 2011, ndr), allora era salito alle stelle. La differenza è che le persone avevano paura in quel momento, oggi invece no" spiega Matt Grossman, senior equity strategist presso T3Live.com. Questo ha finito per creare un effetto inaspettato e deleterio per quanti, in questo periodo, hanno tentato una speculazione sul prezioso metallo; operazioni di short selling volte a sfruttare la volatilità dovuta alla tensione politica (e al paventato accordo sul debt ceiling) hanno fatto i conti con quotazioni che hanno seguito andamenti opposti a quelli attesi. Risiede nell'intrinseco valore speculativo il grande equivoco sull'oro inteso come bene-rifugio?