Ecco chi sono i 10 Italiani più Importanti della Storia

Michelangelo-Buonarroti

Era solo una questione di tempo prima che l’universo informatico tentasse di riscrivere la storia. Ci hanno provato Steven Skiena professore di informatica presso la Stony Brook University e l’Ingegnere di Google Charles B. Ward in un libro pubblicato questo autunno: “Who’s Bigger: Where Historical Figures Really Rank.”

Proprio come Google riesce a classificare le pagine web, i ricercatori hanno creato un algoritmo che classifica personaggi storici in base a vari criteri tra cui Wikipedia PageRank , lunghezza dell’articolo, numero di lettori, così come anche successo e celebrità.

Le loro conclusioni non sono arrivate però senza polemiche. Per fare un esempio recente, Nelson Mandela, che ha contribuito a porre fine all’apartheid in Sud Africa si è classificato solo 356°. In tutta la classifica, solo tre donne hanno fatto irruzione nella top 100.

Cass Sunstein di “The New Republic” ha scritto un’attenta analisi dei loro risultati. Il punto della sua osservazione riguarda i criteri utilizzati. Come possiamo misurare il significato storico di una persona partendo dalla versione “inglese” dei risultati di Wikipedia? Forse sarebbe più adatto chiamarla la classifica delle figure più importanti del mondo occidentale, ma con 10 italiani nella top 100, possiamo anche farcela andare bene così, per ora.

Ecco a voi i nostri rappresentanti nella top 100:

10. DANTE ALIGHIERI

Dante_Doré
96° nella classifica generale.

[…] dell’Italiano che più di niun altro raccolse in sé l’ingegno, le virtù, i vizi, le fortune della patria. Egli ad un tempo uomo d’azioni e di lettere, come furono i migliori nostri; egli uomo di parte; egli esule, ramingo, povero, traente dall’avversità nuove forze e nuova gloria; egli portato dalle ardenti passioni meridionali fuori di quella moderazione che era nella sua altissima mente; egli, più che da niun altro pensiero, accompagnato lungo tutta la vita sua dall’amore; egli, insomma, l’Italiano più italiano che sia stato mai.

(Cesare Balbo)