Ecco Come si Organizza un Matrimonio Vegano

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Una volta considerato un movimento marginale, il veganismo è oggi una concezione filosofica, oltre che uno stile di vita, condiviso da molti. Aumentando la platea degli interessati, molti esercizi commerciali si stanno attrezzano per sopperire alla domanda di prodotti vegani che è in continua crescita. Se siete vegani o meno questo non importa perché interessarsi ad uno stile di vita, anche se lontano dal proprio modo di pensare, non può che arricchire il proprio livello culturale oltre che rivalutare alcuni abiti comportamentali che si sono sedimentati nel tempoe che potrebbero danneggiarvi.

Uno dei modi migliori per analizzare uno stile o una filosofia di vita è sicuramente quello di paragonarla indirettamente ad un altra attraverso una pratica sociale comune come il matrimonio. Il veganismo è così popolare che molti wedding planner si stanno attrezzando ed informando per  pianificare un matrimonio vegano. Partiamo dal presupposto che come con qualsiasi altro tipo di matrimonio, bisognerà essere pronti a dei compromessi, qualcosa di avverso allo stile di vita vegano dovrà per forza essere presente, anche se non pianificato e di natura puramente accidentale. La cosa più importante però è sicuramente la qualità del cibo: portare in tavola ottimi manicaretti non è un’azione finalizzata unicamente a rendere più piacevole il banchetto ma potrebbe essere un modo per mostrare quanto può essere gustoso un pranzo totalmente vegano.

La cosa che più sorprende gli organizzatori è la facilità con la quale, oggi, si riescono a trovare venditori e fornitori di prodotti per vegani. Esistono anche molti sarti disposti ad utilizzare tessuti sintetici, vestirsi con indumenti che non siano di origine animale non solo è possibile ma è anche una scelta molto elegante. Detto questo, la scelta dell’abito della sposa è sicuramente una delle cose più difficili da attuare. Si può trovare l’abito perfetto, ma può essere fatto con prodotti di origine animale; oppure, si potrebbe trovare un vestito fatto di materiali che rispettano gli standard dei vegani, ma il costo e l’impatto ambientale potrebbe essere un fattore limitante. La seta è uno dei prodotti più comuni, soprattutto nell’ambito dell’abbigliamento per spose, ma si possono trovare abiti che non utilizzano prodotti di origine animale come un abito di cotone o in poliestere. In alternativa, non rimane che scendere a compromessi, magari indossando un abito di origine animale che però risalga a molti anni fa, magari un abito che sia tramandato da generazione in generazione e che quindi abbia anche un significato dal punto di vista sentimentale.

Per quanto riguarda gli anelli, i problemi sono molteplici; chi adotta uno stile di vita vegano è sensibile a ogni tipo di sfruttamento, non solo quello animale ma anche quello perpetrato da uomini nei confronti di altri uomini. Le alternative esistono e basta trovare un buon gioielliere che vi consigli un prodotto alternativo al diamante e che tenga conto delle preoccupazioni per quanto riguarda la giustizia sociale.

Passando ora al trucco possiamo affermare che qui i problemi sono molto limitati. La maggior parte delle aziende che producono cosmetici stanno cercando di prendere le distanze da prodotti di origine animale, ma soprattutto stanno cercando di eliminare ogni tipo di sperimentazione animale. Brand importanti stanno facendo questa scelta, fra i più famosi ricordiamo Urban Decay , Tarte , Kat Von D, LUSH , Milani e Pacifica.

Infine, per quanto riguarda gli allestimenti floreali, il compromesso è inevitabile. I fiori finti sono solitamente fatti di seta, ma se siete preoccupati per l’impatto ambientale sarebbe opportuno scendere a compromessi, magari scegliendo dei fiori di provenienza locale. Il veganismo non è una dieta ma un modo di vivere. La maggior parte dei matrimoni riceveranno critiche per questa scelta particolare, ma è, dopo tutto, la giornata in cui si celebra l’amore fra 2 persone e quindi apprezzare e condividere il loro stile di vita è un modo per partecipare alla loro felicità.