Ecco le Parole da Non Dire Mai Durante un Colloquio di Lavoro

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Oltre a presentare un curriculum pieno di errori di battitura, il modo più rapido per essere eliminato dalla considerazione di un nuovo lavoro sono gli errori madornali che si commettono durante il colloquio conoscitivo.

“Ogni anno vediamo che escono sempre più indagini e sondaggi che elencano alcune delle cose più folli che i candidati fanno o dicono durante i colloqui di lavoro”, afferma Michael Kerr, un relatore di business internazionale e autore di “The Humor Advantage”. “Quindi, è molto chiaro che alcune persone ancora non hanno ricevuto il promemoria: ciò che dici in un colloquio conta immensamente. E’ il tuo provino.”

I responsabili delle assunzioni utilizzano il colloquio di lavoro per misurare la creatività del candidato, la sua capacità di pensare con la propria testa, l’intelligenza emotiva e l’atteggiamento. E’ importante ricordare che non è solo quello che dici che conta, ma anche come lo si dice. Kerr spiega che il tono di voce utilizzato e linguaggio del corpo saranno analizzati e presi in considerazione come altri indicatori, altrettanto rilevanti.

Qui di seguito la lista delle parole che non dovrebbero mai essere pronunciate durante un colloquio di lavoro:

‘Nervoso’

Anche se sei più nervoso di quanto tu lo sia mai stato, nessuna azienda vuole assumere qualcuno che manca di fiducia in se stesso, perciò non dite al vostro intervistatore che siete nervosi o lo eravate prima del colloquio. “In questo caso, l’onestà non è la migliore politica”, dice Amy Hoover, presidentessa di Talent Zoo.

‘Soldi’, ‘stipendio’, ‘retribuzione’, ‘compenso’, etc.

“Mai discutere di stipendio nelle prime fasi del colloquio lavorativo”, spiega Kerr.

“Concentrarsi sul salario può significare alzare una bandiera rossa con i potenziali datori di lavoro, che penseranno che tu sia lì solo per i soldi e non per ragioni più profonde” dice. “Sempre più, i datori di lavoro sono alla ricerca di persone che si allineano con la loro missione e i loro valori”.

Per parlare della retribuzione ci sarà tempo successivamente, verso la fase finale del colloquio.

‘Punti di debolezza’ o ‘errori’

“Mai parlare volontariamente delle vostre debolezze, a meno che non si chiede con la classica domanda da colloquio lavorativo ‘Qual è il tuo più grande difetto?'” suggerisce Kerr.

E non portare alla luce gli errori fatti sul posto di lavoro, a meno che non si vogliano usare per mostrare che si sono fatti miglioramenti significativi in quella direzione.

‘Bisogno’

Non fate sì che la conversazione ruoti interamente attorno alle vostre esigenze.

“Questo è il momento di parlare delle loro esigenze e di che cosa voi potete potenzialmente fare per aiutarli a soddisfarle”, spiega Kerr. Parlare delle proprie esigenze potrebbe fare apparire il candidato come qualcuno che, in caso di assunzione, avrà bisogno di essere continuamente stimolato per lavorare.

“E sicuramente è preferibile non dire che si ha realmente bisogno di questo lavoro a causa di circostanze attuali“, aggiunge. Infatti i datori di lavoro potrebbero percepire la disperazione per il momento attuale come un segno di debolezza, e inoltre, vogliono i dipendenti che sono alla ricerca di una carriera a lungo termine, non solo un lavoro per oltrepassare un brutto periodo dal punto di vista economico.

“Vantaggi” e “Benefici”

“Non far trasparire quanto ami alcuni dei vantaggi offerti dalla società, come ad esempio l’avere ogni terzo venerdì libero o gli snack gratuiti”, spiega Kerr. “Ancora una volta, questo contribuirà a creare l’immagine di una persona a cui interessano di più i propri vantaggi piuttosto che il contribuire al successo del datore di lavoro.”

‘Terribile’, ‘odio’, ‘orribile’, ecc

Non si deve usare un linguaggio negativo durante il colloquio – soprattutto quando si sta parlando del tuo capo o datore di lavoro attuale o precedente. “Anche se l’intervistatore vi invita a farlo, non fatelo”, consiglia Hoover. Non è elegante, e vi farà apparire un po’ meschini. “Farlo dimostra anche che si potrebbe parlare male di qualsiasi capo o della società in futuro e potrebbe anche essere un test per vedere se tu dirai qualcosa di dispregiativo”.

‘Bene’

Darlene Price, presidentessa di Well Said e autrice di “Well Said!: Presentations and Conversations That Get Results” , suggerisce di scegliere un’altra parola se si sta rispondendo a domande del tipo: “Come stai?”.

“In ogni situazione in cui si sta descrivendo uno stato d’animo o le vostre emozioni, la parola ‘bene’ risulta essere vaga, abusata e colloquiale – può anche essere percepita dagli altri come segno di disonestà e indifferenza“, avverte Price, che suggerisce di scegliere un’altra parola per comunicare onestamente il vero stato delle cose, per risultare più credibile e convincente.

Parolacce

“Per quanto ovvio possa sembrare, non usare parolacce o termini gergali, nel tentativo di risultare più ‘autentico’”, dice Kerr. “Farlo dà solo l’impressione di avere scarse capacità di comunicazione“.

‘Scusi’

“Alcune persone usano ‘Scusi’ come parola di riempimento come ‘um’ o lo usano perché pensano che li faccia sembrare più gentili”, spiega Kerr. “Altri dicono ‘Scusi’ per trasmettere un senso di rispetto nei confronti dei loro superiori – e molti usano un ben piazzato ‘Scusi’ come un attacco preventivo per evitare di assumersi la responsabilità delle proprie azioni (‘mi dispiace davvero ma non c’è proprio nessun modo in cui possa rispondere a questa domanda’)”. Qualunque sia la ragione, il più grande pericolo di un uso eccessivo della parola parola è che “può farti sembrare troppo passivo o indeciso. E potrebbe eventualmente creare la sensazione che ti manca la fiducia in te stesso.” dice Kerr.

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‘mmh’, ‘eehh’,’cioè’, etc.

Queste parole possono ottenere un risultato fastidioso nell’interlocutore e di solito sono utilizzate quando non si è sicuri di cosa dire.

In un colloquio, questo può essere percepito dal datore di lavoro come mancanza di sicurezza e fiducia in se stesso – o, peggio ancora, come conseguenza del non essere onesti.

‘Divorziato’ ‘incinta’ ‘malato’, etc.

Kerr sconsiglia di portare ad oggetto eventuali questioni personali o problemi: “Questo può essere visto come una grande bandiera rossa per tutta una serie di motivi, non ultimo dei quali è la questione di se e come le vostre questioni personali potranno, in un ipotetico futuro di collaborazione, a influenzare le prestazioni di lavoro.”

‘In realtà’

Iniziare frasi con questa espressione, come in ‘A dire il vero, non ho lavorato su quel conto’ o ‘ A dire il vero, si può fare in questo modo’, crea distanza tra il candidato e l’ascoltatore, in quanto si sta in qualche modo insinuando che quanto detto dall’interlocutore era per certi versi sbagliato.

‘Solo’

Secondo Emmie Martin di Business Insider l’aggiunta di “solo” come parola riempitiva in frasi come ” Penso solo che…” può sembrare innocua, ma in verità può avere l’effetto di mettere in discussione quello che si sta dicendo.

Martin cita Tara Sophia Mohr, che ha motivato la presenza di questa parola nella lista di quelle da evitare sostenendo che il candidato che la pronuncia potrebbe sembrare agli occhi del datore di lavoro un po’ lamentoso e provvisorio, oltre che preoccupato di mettersi sulla difensiva.

‘Vacanze’

Evitate di parlare di vacanze e giorni di ferie, per non dare l’impressione che intendete prendere tutti i giorni di malattia che avete a disposizione e perdere quanto più lavoro possibile, pur restando pagati.