Ecco Perché il Futuro dell’Italia è Online

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Ormai si sa che quando Google si muove, tende a fare rumore.

Di recente, The Boston Consulting Group ha realizzato uno studio su commissione del colosso di Mountain View circa le preferenze dei consumatori verso media online ed offline. In tale studio, la celebre società di consulenza analizza il valore economico che i consumatori europei attribuiscono ai prodotti di intrattenimento e d’informazione. Sottraendo al dato trovato i costi a carico dell’utente sui media utilizzati, si otterrà il cosiddetto “surplus del consumatore”. Di questo surplus una percentuale compresa tra il 40 e il 60% del valore percepito che i consumatori ricavano dai mezzi di informazione (al netto dei costi correlati) deriva dai media online.

Il dato interessante, e qui veniamo al dunque, è che a salire sul podio dei Paesi dove i propri cittadini attribuiscono un maggior valore ai media on-line è proprio l’Italia. Preceduto da Svezia (1621€) e Olanda (1297€), il Belpaese si attesta al terzo posto con ben 1269€ di valore economico attribuito annualmente ai servizi di media online. Tali media comprendono contenuti generati dagli utenti e social network, giornali e riviste, TV, film e streaming, web-radio e musica, videogiochi ed e-books. Sempre da tale rapporto sembra emergere come gli italiani preferiscano i media online ai media offline con un rapporto di 4 a 1.

Sono dati molto utili ed interessanti in un periodo di così grande difficoltà come quello che stanno oggi attraversando i colossi dell’informazione italiana, e da cui sarebbe opportuno che si partisse per la programmazione di nuovi e lungimiranti piani d’azione dando un’occhiata anche fuori dai nostri confini. In Inghilterra, tanto per citare un Paese all’avanguardia in tal senso, i ricavi derivanti dal digitale costituiscono oggi metà delle vendite complessive del Financial Times Group. In attesa che il surplus venga sfruttato, e-commerce, open data ed editoria online restano importanti opportunità da saper sfruttare tramite l’ideazione di nuovi modelli di business che ne sfruttino le sinergie e peculiarità.

I ritorni sono ancora tutti da vedere, ma oltreoceano qualche esempio già c’è.

Photo credit: Ant1_G / Foter / CC BY-ND