Economia di Mercato e Fattore Umano

shibuya

Quante volte ci è capitato di leggere sul giornale o sui portali web d’informazione economica che le rilevazioni trimestrali sulle vendite di una determinata impresa hanno raggiunto e superato le aspettative, oppure mancato l’obiettivo stimato dagli analisti? Quante volte, ancora, abbiamo visto reagire le quotazioni azionare delle compagnie al rialzo o al ribasso in seguito alla pubblicazione di quelle che sono pur sempre delle stime sul loro stato di salute presente e futuro? Non preoccupatevi, non stiamo mettendo in discussione regole e formule di finanza applicata e consolidate da decenni. Vorremmo però fermarci a fare qualche considerazione in merito alla qualità di tali stime e rilevazioni, spesso considerate persino più importanti dello stato di salute dell’impresa stessa. Che le aspettative degli attori economici riguardo il valore di mercato di un’azienda siano rilevanti per il successo della stessa è cosa nota e assodata. La totale finanziarizzazione del sistema economico mondiale fa si che , anche una singola aspettativa non confermata riguardo un determinato target, possa scatenare ripercussioni notevoli sulla situazione patrimoniale delle imprese in questione.

Lo scorso ottobre sui notiziari potevamo leggere titoli come: “Apple delude, nonostante 33,8 milioni di iPhone venduti” (fonte ITEspresso.it). Già il titolo della notizia riprende il concetto che qui si preme ribadire: nonostante il quantitativo notevole di prodotti venduti, nonostante 37,5 miliardi di fatturato (in un solo trimestre!), nonostante una crescita complessiva del 24% , Apple fece registrare un risultato giudicato dagli analisti come “deludente”. Chiunque oggi faccia una breve ricerca online vedrà come l’impresa di Cupertino sia giudicata in maniera ancora più negativa, persino “non più capace di crescere” o “pressata dalla concorrenza”.