Elezioni Francia, Macron e Le Pen a Confronto

I programmi: sicurezza e immigrazione

Uno dei temi più scottanti per la Francia, anche dopo gli attacchi terroristici di matrice islamica.

Macron intende aumentare la capienza delle carceri francesi con 15 mila nuovi posti, di cui una parte dedicata ai foreign fighters, combattenti ribelli stranieri nella guerra civile siriana. Inoltre, il suo piano prevede la crescita dell’organico nelle forze di polizia per 10 mila unità oltre che l’incremento della spesa per la sicurezza, in particolare per la cybersecurity, la sicurezza informatica. Infine, il candidato di En Marche! è deciso a introdurre un servizio militare obbligatorio a cadenza mensile per tutti i giovani. Per quanto riguarda l’immigrazione, Macron ha pensato solo alla creazione di una guardia transfrontaliera europea per la sicurezza dell’intera UE. Come vedete non si parla della Francia come singola nazione, ma di Unione Europea.

parigi attentati

Le Pen, al contrario, prevede di abbandonare Schengen, insieme di norme che favoriscono la libera circolazione dei cittadini degli Stati coinvolti, al fine di ricreare le frontiere nazionali e la punizione per indegnità rivolta ai cittadini francesi radicalizzati tenuti sotto controllo. Tra i suoi 144 punti programmatici, si legge anche “mettere in pratica un piano di disarmo delle banlieue (termine francese per indicare i sobborghi, ndr) e rimettere sotto controllo le zone far west”: il tutto si riferisce alle zone periferiche della Francia, densamente popolate da cittadini di religione musulmana. I mezzi per riuscirci sono i più vari, dalla lotta alla criminalità minorile all’aumento di 40 mila unità nelle carceri francesi. Sul fronte immigratorio, la Le Pen è perentoria: espatrio dei criminali stranieri, blocco delle naturalizzazioni degli stranieri entrati illegalmente in territorio francese, stop allo ius soli (espressione giuridica che indica l’acquisizione della cittadinanza di un Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori, ndr), riduzione degli immigrati legali da 220 mila a 10 mila all’anno.