Erdogan: Niente Più Europa, la Turchia Può Avvicinarsi a Russia e Cina

erdogan

Ormai da anni la Turchia, governata da Recep Tayyip Erdogan, sembra aver imboccato la via dell’autoritarismo, un’impressione che il fallito “golpe” del 15 Luglio, da molti considerato una montatura dello stesso governo turco per attribuirsi ancora più poteri e fare piazza pulita delle opposizioni, ha solo confermato, così come il progressivo avvicinamento del presidente a idee islamiste in contrasto con il tradizionale secolarismo della repubblica anatolica.

Non sorprendono quindi le recenti dichiarazioni di Erdogan, secondo le quali Ankara potrebbe presto avvicinarsi diplomaticamente a stati notoriamente autoritari quali Cina e Russia: “Qualcuno mi criticherà sicuramente” ha detto il leader turco, “ma dirò comunque ciò che penso: ad esempio, perchè non includere la Turchia nel Gruppo di Shanghai?”

Il Gruppo di Shanghai è stato il predecessore dell’attuale Shanghai Cooperation Organization, un’associazione economica e di sicurezza che, oltre a Cina e Russia, include Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, tutti paesi oscillanti tra l’autoritarismo e la dittatura vera e propria.

Erdogan ha affermato anche di aver già discusso l’idea con il presidente russo Vladimir Putin e il presidente kazako Nursultan Nazarbayev.

La Turchia espresse per la prima volta il suo desiderio di entrare a far parte dell’Unione Europea nel 1987, ma in seguito alla dura repressione del colpo di stato le trattative – in base alle quali la Turchia avrebbe dovuto ricevere fondi per fronteggiare la crisi umanitaria causata dall’arrivo di migliaia di profughi siriani nel paese – sono state messe in pausa, e c’è chi, dopo gli arresti di diversi esponenti della stampa turca da parte del governo di Ankara, vorrebbe interromperle del tutto.

Essendo la strada verso l’Europa bloccata, la Turchia si sta rivolgendo quindi ai rivali dell’Unione Europea – Cina ma soprattutto Russia – per ottenerne sostegno economico, militare e politico; questo mentre all’interno della stessa Europa si moltiplicano le voci che, sia da destra che da sinistra, considerano l’Unione Europea come un progetto ormai fallito.