Estate 2000: Quando la Rete Serviva per Giocare a Beach Volley

spiaggia tech

“Scusi, c’è il wifi?” Estate 2015, la spiaggia si cerca così.

Mare, spiaggia, bar passano in secondo luogo. Mi serve la rete. Per essere sempre connessi e mai in vacanza.
Social, chat e news. Ormai anche il giornale locale manda un messaggio su Whatsapp per aggiornare su quello che succede in città…(mi sembra di essere a casa!) I raggi uv fanno paura perché lo smartphone al sole rischia l’esplosione! Ascolto da sola il tormentone dell’estate, cuffie nelle orecchie e ad ognuno la sua colonna sonora.
Porto tutti con me: mamma, papà, fratelli, sorelle, amici, parenti anche acquisiti, colleghi, vicini di casa, cane, gatto e pesci rossi. Hashtag #estate2015. Con l’opzione “localizzazione” (alla voce “privacy”) tutti conoscono ogni mio spostamento: l’ora in cui mi alzo, pranzo, ceno, vado in bagno, faccio l’ultimo accesso e vado di nuovo a dormire. Aggiungo subito i nuovi amici, quelli che ho conosciuto ieri sera, su Facebook così possiamo taggarci.

In spiaggia con il tablet si legge la Gazzetta. Io pubblico la foto del mio costume nuovo e i bambini sotto l’ombrellone giocano con la Peppa Pig. I “vu cumprà” vendono cover per telefonini. Ho voglia di un tuffo ma entro in acqua solo con le gambe perché se no si bagna lo smartphone…batteria scarica, 1%…l’ultimo selfie prima della crisi da mancanza di corrente elettrica!

Jovanotti canta:
“L’estate e la libertà,
l’estate addosso (…)
saluti dallo spazio,
le fragole maturano anche qua,
respira questa libertà”.

“C’è la rete per il beach?” Poi il gioco-aperitivo delle 16.
Qui ci si diverte! La borsa per la spiaggia ha dentro qualsiasi (anche inutile) cosa. Aspetto con ansia che alla radio facciano sentire la canzone dell’estate e che qualcuno, il più temerario della spiaggia, improvvisi i primi passi di danza.
La bambina dell’ombrellone vicino alza la sabbia con la paletta e, strillando, saluta tutti i passanti.

Arriva l’intellettuale con Il Corriere ben piegato sotto al braccio e il giovanotto con la Gazzetta arrotolata. Non la butterà perché poi servirà per segnare i punti del partitone a scopone scientifico. Io faccio la settimana enigmistica e ascolto i miei vicini di ombrellone che cercano di risolvere un rebus.
Il libro che mi sono portata è gia pieno di sabbia però ci ho messo il biglietto dell’aereo per tenere il segno. Devo comprare le cartoline. Le foto in spiaggia le farò durante la festa dell’ultima sera, se mi ricordo di portare la macchina! Più tardi chiamo la mamma per dirle che qui è tutto bellissimo!

Estate 2000, la prima del nuovo millennio. Fiorello conduce la 38esima edizione del Festivalbar. 4 cd, 64 brani. Vincono i Luna Pop e Ligabue ma tutti cantiamo a squarciagola appena sentiamo le prime note di Giuni Russo:
“Un’estate al mare,
voglia di remare,
Fare il bagno al largo,
Per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni”.
Ma ecco che arriva la vera colonna sonora “cocco fresco, cocco bello” e il cocco arriva al massimo dal Sud America. Adesso sì che sono in vacanza!