Expo 2015, un Bilancio a 5 Giorni dalla Chiusura

expo

Prima un po’ di numeri: sono stati 144 i Paesi partecipanti a EXPO 2015. Una partecipazione a livello globale che ha portato al coinvolgimento di circa il 94% della popolazione mondiale. Tre sono state, invece, le Organizzazioni internazionali aderenti: ONU, Unione Europea e CERN. Tredici, le organizzazioni della società civile che si sono fin qui mobilitate per l’esposizione universale. Tra queste, riporta Assolombarda, spiccano i nomi di Caritas, Oxfam, WWF e Save the Children. Il tutto racchiuso in 58 padiglioni. Dal punto di vista occupazionale, circa 1.300 sono stati gli operai impegnati giorno e notte nei cantieri, per un totale di 4.000 operatori coinvolti nella realizzazione del progetto EXPO.

Guardando agli aspetti strettamente economici, gli investimenti effettuati dai Paesi partecipanti a EXPO ammonterebbero a più di 1 miliardo di euro. Qualora ciò non fosse sufficiente, ad oltre 350 milioni di euro corrisponde il valore complessivo delle partnership stipulate con aziende nazionali ed internazionali.“Negli ultimi giorni prima della chiusura della esposizione – ha affermato Giuseppe Sala, Commissario Unico di EXPO – sarà quello di superare i 20 milioni di visitatori, toccando i 21 milioni e andando, quindi, oltre qualunque più rosea aspettativa, nonché al di là degli obiettivi che ci eravamo prefissi”. “Servono 24 milioni gli ingressi – aveva detto lo stesso Sala al momento dell’inaugurazione di EXPO – affinché si possa raggiungere il pareggio di bilancio”. Chissà che non si sia raggiunto anche con “qualche” ingresso in meno.

Expo decumano 2

Con una media di 116 mila visitatori al giorno, è innegabile affermare che EXPO MILANO 2015, malgrado le sue italianissime contraddizioni legate tanto alla ripartizione delle competenze all’interno del progetto quanto alla organizzazione dello stesso, sia stato un grande successo. Ore e ore in fila in balia di temperature vertiginose o delle prime piogge autunnali non hanno rappresentato un deterrente, anzi. Proprio negli ultimi mesi hanno fatto registrare un grande, e forse inatteso, picco di ingressi. Il tutto dovuto probabilmente a una semplice ragione: coloro i quali, durante i primi mesi di vita della esposizione universale, avevano deciso di rinviare la propria visita, richiamati dall’inarrestabile passaparola, non hanno potuto fare a meno dall’aderire al progetto, riversandosi in massa tra le vie del decumano, rimanendo comunque, chi più, chi meno, soddisfatti.

Se i numeri relativi agli ingressi ad EXPO sono ormai di dominio pubblico, un velo di oscurità ricopre quelli che sono, invece, gli incassi ottenuti dalla società EXPO 2015 S.p.a. Come riportava Wired qualche tempo fa, la scarsa trasparenza circa gli introiti della manifestazione potrebbe essere considerata come sintomo di poca serietà e chiarezza, in un certo senso dovuti visto che la società risulta essere composta per intero da “soggetti pubblici” ( Ministero dell’Economia e delle Finanze, Regione Lombardia, Comune di Milano, Provincia di Milano e Camera di Commercio Meneghina ), primi finanziatori del progetto stesso.

Andando oltre le cifre, destinate, forse, a essere superate da EXPO Dubai 2020, i 6 mesi, che si concluderanno il 31 ottobre prossimo con la cerimonia di chiusura dell’esposizione universale, hanno rappresentato un momento di condivisione e commistione tra diverse culture e tradizioni, culinarie e non solo. Hanno mostrato a tutti i visitatori che l’Italia, malgrado una difficile situazione economica e sfiducia politica, sia stata capace di organizzare un evento grandioso, capace di far riflettere su temi importanti come la nutrizione. Al di là delle polemiche, questo deve renderci orgogliosi. Tutti.