F1, la Notizia è Fuori Pista

Formula1

Il campionato di Formula Uno si è fatto interessante per la sfida interna al team della Mercedes tra Hamilton e Rosberg. Tuttavia, la vera notizia è l’acquisto da parte di John Malone, proprietario della Liberty Media, della società che gestisce il campionato di Formula 1.

 

john malone

La società acquirente, quotata alla borsa di New York con il simbolo LMCA, ha guadagnato, subito dopo l’annuncio, il 3,4%, segno che gli investitori reputano che con una valorizzazione dell’acquisita di 8 miliardi di dollari sia stato un buon affare.

In questi ultimi anni avevamo visto altri pretendenti presentarsi alla porta di Bernie Ecclestone e Cvc con offerte per un valore superiore. Era il 2012 quando si era già avviata la procedura per una quotazione alla Borsa di Singapore con una valorizzazione di 12 miliardi di dollari. Purtroppo le turbolenze sul mercato finanziario avevano fatto svanire il progetto.

Lo scorso anno Stephen Ross, proprietario dei Miami Dolphins, società di football americano, aveva fatto una offerta di 8,5 miliardi di dollari. Anche in quel caso non se ne fede nulla.

Arriva ora, finalmente, la Liberty Media che inizialmente acquista una quota di minoranza del 18,7% pagandola 746 milioni di dollari in contante e, la scorsa settimana, completa l’acquisizione con spesa totale di 4,4 miliardi di dollari, parte in contanti e parte con scambio di azioni.

Considerando il debito ceduto di circa 4 miliardi di dollari che la società acquisita trasferisce ai nuovi proprietari, arriviamo a una valorizzazione di circa 8 miliardi di dollari.

Chi sono i venditori? Senza addentrarci nei vari passaggi societari avvenuti dalla nascita della Formula 1, l’attuale compagine venditrice è composta da CVC Partners, fondo di private equity, con il 70% delle quote della società Formula One Group e una quota di minoranza facente capo a società di Bernie Ecclestone. Il fondo di private equity aveva sborsato, nel 2006, circa 2 miliardi di dollari, quindi, in questa operazione (come azionista) si può ritenere più che soddisfatta.

A dire il vero, riguardo alla gestione della società da parte del fondo, non è stata poi così soddisfacente: infatti, dal 2006 in avanti, ha continuato a indebitare la società per pagare ricchi dividendi e inoltre ha effettuato scelte nella gestione dei diritti televisivi che hanno comportato una diminuzione dell’interesse da parte degli appassionati.

Determinare i ricavi della Formula Uno non è cosa semplice. Tuttavia, la parte preponderante viene fatta dalla vendita dei diritti televisivi (che lo scorso anno hanno generato circa 1,4 miliardi di dollari) mentre il marketing e il business collegato alle gare ha prodotto ricavi per circa 400 milioni di dollari.

Utilizzando un indice finanziario molto in voga in questo tipo di operazioni emerge che il valore attribuito alla transazione è circa 4,5 volte il valore dei ricavi (8 miliardi di valorizzazione diviso 1,8 miliardi di ricavi). Altre operazioni recenti nel settore sportivo sono state effettuate a multipli di circa 7/8 volte i ricavi.

Spetterà alla gestione di John Malone colmare questo gap: le idee al riguardo non mancano e i risultati della prossima vendita ci diranno se è stato un buon affare. Per ora gli appassionati comprano in borsa!