Fenomenologia delle Fake News

Aaron Swartz (1986-2013)
Aaron Swartz (1986-2013)

L'HACTIVISM E LA GUERRIGLIA COMUNICATIVA DEI BLOG

Poi è stata l’era delle battaglie dell’hacktivism, di Aaron Swartz e della guerriglia comunicativa che si mobilitava per fare controinformazione e decostruire le narrazioni del potere. I blog diventavano veicolo di lotta.

Lo spettro del falso e della propaganda era sempre lì in agguato. Il paradigma del fake come strumento di lotta era stato già rovesciato, ma diventava a quel punto fondamentale allenare le capacità di discernimento. Bisognava distinguere, esortava Swartz:

2016: ANNO ZERO DELLA POST-VERITÀ

Alla fine ci ritroviamo catapultati nel 2016 della Brexit, della vittoria di Donald Trump alla Casa Bianca. È l’anno in cui post-truth, post-verità, diventa il neologismo dell’anno per Oxford Dictionaries. Se da un lato le bufale continuano a esistere e a diffondersi, il falso diventa spauracchio da agitare davanti ai risultati elettorali.

Succede negli Usa dopo la sconfitta di Hillary Clinton e il trionfo del modello “razzista”, “misogino” e conservatore pro-Putin di Trump, accusato dai democratici di aver vinto grazie a una rodata macchina di fake news. Proprio lui, the big D, che accusa di falso tutti i giornalisti che indagano sul suo conto. E oggi come in passato, a dare forza a una minaccia (o anche a crearla) sono sempre le percezioni.

Lo scriveva lo storico Marc Bloch nel suo celebre saggio “Riflessioni di uno storico sulle notizie false della guerra”, uscito nel 1921. Praticamente un secolo fa Bloch leggeva tra le pieghe di quella che sarebbe diventata la narrazione (falsa) delle fake news ai giorni nostri.

DOVE IL FALSO DIVENTA MINACCIA LA DEMOCRAZIA È IN CRISI

Siamo sempre al confine tra realtà e finzione. Restiamo sospesi e fatichiamo a riflettere lucidamente sulla profonda crisi che sta investendo la nostra democrazia.

Il dibattito pubblico sulle fake news assume tratti quasi esilaranti, ma pericolosissimi. La politica accusa i media. I media in parte sbeffeggiano i social network. Twitter e Facebook diventano il collettore delle frustrazioni collettive, oggetto di controllo, ma anche mezzo di diffusione. In quanto megafoni potenti attraggono e spaventano allo stesso tempo. Il falso diventa minaccia, per tutti. Anzi no, perché manca il seguente passaggio logico.

Le parole sono di Evgeny Morozov, sociologo bielorusso che invita qui a guardare criticamente alla questione. Quindi, che si fa? Si passa alla censura?