Fiori, Lapidi e Social Network del Defunto: Arriva BeOnMemories, la Startup di Sollecito

Raffaele Sollecito ospite di "Otto e mezzo"

Prima la vittoria di un bando indetto dalla Regione Puglia per le nuove iniziative d’impresa, poi l’erogazione di un finanziamento (in tre anni e per metà a fondo perduto) di 66mila euro per aprire un portale online volto alla creazione di un social network finalizzato alla commemorazione dei defunti. Sembrerebbe l’ennesima trovata bizzarra da parte di un giovane italiano. E sarebbe anche così, se la persona in questione non fosse Raffaele Sollecito, accusato e prosciolto più di una volta per l’omicidio di Meredith Kercher.

Era il 1 novembre 2007 quando la studentessa inglese Meredith Kercher, residente a Perugia nell’ambito del Progetto Erasmus dell’università del capoluogo umbro, fu trovata priva di vita con la gola tagliata nella propria camera da letto. Un episodio che monopolizzò, anche per il complicato iter giudiziario, la cronaca nera nazionale per diverso tempo. Per il fatto furono inizialmente accusati, oltre all’ivoriano Rudy Guede, anche l’americana Amanda Knox e l’italiano Raffaele Sollecito. Dopo una serie di condanne, proscioglimenti e annullamenti nei diversi gradi di giudizio, la vicenda si concluse con l’assoluzione della coppia di giovani, lasciando il solo Guede condannato in via definitiva con rito abbreviato.

Guede Knox Sollecito