FotoOto: la Nuova App che Fa Parlare le Foto per gli Ipovedenti

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FotoOto è un’applicazione che permette di tradurre gli stimoli visivi delle foto in stimoli uditivi o tattili per persone cieche. L’applicazione possiede, infatti, un sistema integrato di riconoscimento dell’immagine grazie a cui legge ad alta voce la descrizione degli elementi presenti nella foto.

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Successivamente converte l’immagine in una serie di suoni individuali, venendosi così a creare un panorama unico per ogni foto.

Dopo aver scattato la foto, si possono anche aggiungere, grazie ad un click, commenti: si possono registrare pensieri ed emozioni, suoni presenti nell’ambiente circostante che vengono poi associati a quel preciso momento, da condividere poi e con facilità con gli altri utenti.

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Questo è quello che sta provando a fare Publicis Pixelpark, in un’epoca in cui i social network, legati molto strettamente alla condivisione di foto, spopolano soprattutto tra le nuove generazioni.

Spiega Timm Weber, CCO di Publicis Pixelpark.

Spesso si sentono commenti timorosi, spaventati e increduli sui mondi che circondano disabilità come la cecità e la sordità.

In fin dei conti sono condizioni che influenzano direttamente il modo in cui si percepiscono e si conoscono gli stimoli esterni del mondo.

Chi non le attraversa veramente, forse non potrà mai davvero comprendere cosa e come effettivamente vivano queste persone, le quali forse sbagliamo persino a chiamare “disabili”, avendo loro un tipo di percezione completamente diverso dal nostro, non per forza inferiore.

La crescita e lo sviluppo di una mente, dipendono soprattutto da quali stimoli la si abitui a percepire, e dal modo  un cui li percepisce.

È ovvio che diventa quasi impossibile, in seguito, immaginare come potrebbe essere la vita di un cieco, o di un sordo, se per anni e anni ci si è abituati ai propri sensi e a usarli spesso per un minimo indispensabile.

Eppure è stato dimostrato che i sensi dell’uomo sono capaci di svilupparsi e di crescere enormemente. Probabilmente bisognerebbe essere più aperti a questo pensiero, e a come una “disabilità” come la cecità, aumenti la capacità degli altri sensi come il tatto, in modi che le persone vedenti difficilmente immaginano.

È inevitabile pensare a Hellen Keller, una donna che all’età di un anno perse sia l’udito che la vista. A primo impatto si pensa subito che non ci sia alcun modo umano di vivere così.

Come si può anche solo comunicare con qualcuno come lei?

Come si può far capire cosa sia il sole, un libro o un suono di un pianoforte, a una persona che non ha mai visto né udito nulla ? Come si può far persino capire cosa sia un linguaggio e come si possa comunicare con “il resto dell’umanità”, a una persona che non ha nulla al di fuori delle cose raggiungibili dalle sue mani?

Eppure, un modo lo si trova.

Anche grazie al genio di Anne Sullivan, l’insegnate psicologa di Hellen che riuscí a tirarla fuori dal suo isolamento sensoriale, Hellen Keller riuscí non solo a comunicare attraverso un linguaggio suo e nuovo, ma persino a laurearsi e diventare scrittrice a attivista politica.

È chiaro che ognuno di noi sfrutta la propria potenzialità, indipendentemente dalle nozioni comuni di “disabilità”.

La disabilità e lo svantaggio forse dipendono più dal fatto che queste persone vivano in un sistema non disegnato per loro.

Speriamo, dunque, che FotoOto possa essere un mezzo semplice e creativo per annientare tutte quelle barriere che ogni giorno non ci rendiamo conto di innalzare, nel nostro modo di vivere la vita quotidiana.

E’ sicuramente un progetto fresco e innovativo.