Foxconn Inaugura L’Automazione Forzata Dell’Industria

Robot

Foxconn, azienda taiwanese che produce la metà delle componenti dei dispositivi elettronici di consumo venduti nel mondo, ha dimezzato la propria forza lavoro grazie all’introduzione di robot automatizzati che sostituiscono gli operai. Un taglio drammatico nello stabilimento della regione del Kunshan: da 110.000 ad appena 50.000 operatori. L’azienda da anni rifornisce tutti i colossi del settore, da Apple a Microsoft, ed è salita agli onori delle cronache internazionali per l’alto tasso di suicidi tra gli operai, stremati dai ritmi di lavoro ai limiti dello sfruttamento.

«Rispetto alla manodopera, i robot fanno meglio, più velocemente, senza soste fisiologiche, 24 ore su 24. Non si lamentano, non pretendono adeguamenti salariali, non si ammalano, non scioperano mai e non rischiano di farlo in futuro. Al massimo si rompono e vanno aggiustati». Riporta Xu Yulian, responsabile delle pubbliche relazioni del governo locale. E questo è solo l’inizio: «Decine di altre aziende operanti in Cina stanno per fare lo stesso, magari su scala dimensionale anche superiore al 50% del personale».

La Cina è divenuta “la manifattura del mondo” grazie a un costo del lavoro che 40 anni fa era ai minimi mondiali. Ma i punti di forza sono anche la concentrazione politica del potere (il sindacato assorbito dal partito unico) e l’apertura agli investimenti stranieri, in cambio della condivisione del know how. Centinaia di migliaia di persone avevano così smesso di essere contadini in esubero per trasformarsi in operai industriali, assicurando un tasso di crescita del Pil superiore al 10% per oltre venti anni e facendo conquistare al paese il ruolo di seconda potenza industriale del pianeta. Ma qualcosa sta cambiando, e questo potrebbe essere il paradigma del futuro della produzione.

A imporre un’accelerazione dell’automazione è stato presumibilmente il crollo della domanda di smartphone in un mercato ormai saturo, che ha spinto le aziende a tagliare i costi il più possibile. La “quarta rivoluzione industriale” ha come orizzonte la produzione senza lavoro umano? Resteranno solamente le attività di installazione, manutenzione e programmazione dei robot?