(Freakonomics) Cos’è che Rende un Genitore, Un Buon Genitore?

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Diversi anni prima dell’uscita di “Freakonomics“, l’autore Steven Levitt perse il proprio figlio neonato Andrew a causa di un’improvviso attacco di meningite pneumococcica. All’indomani della tragedia, Levitt e sua moglie diventarono membri attivi di vari gruppi di sostegno per genitori che stavano affrontando il lutto di un proprio figlio. Proprio mentre cercava aiuto ed una guida per superare la terribile perdita, Levitt incominciò a notare la presenza nei gruppi di un numero sospettosamente alto di genitori i cui figli erano annegati nelle piscine di cortile.

Questo lo spinse ad indagare sul fatto, utilizzando un approccio prettamente economico. Stando ai dati raccolti da Levitt, in un dato anno, si registra un annegamento di un bambino per ogni 11,000 piscine residenziali negli Stati Uniti (ciò significa che in un paese con 6 milioni di piscine, circa 550 bambini sotto i dieci anni annegano ogni anno); nello stesso lasso di tempo, si registra invece una sola morte da arma da fuoco per ogni milione e più di pistole (ciò significa che in un paese dove circolano quasi 200 milioni di pistole, circa 175 bambini all’anno sotto i dieci anni muoiono per colpa di una pistola). Un bambino, conclude l’economista, è così circa 100 volte più probabile che muoia in un incidente in piscina che giocando con un’arma da fuoco.

Esaltato dai risultati raggiunti, in una serie di articoli seguenti, che saranno poi inclusi all’interno del libro, l’economista proseguì la propria indagine esplorando altri aspetti legati alle diverse pratiche genitoriali e ai loro esiti. Uno dei risultati più interessanti sta nell’aver dimostrato che – nonostante i milioni di libri educativi sull’argomento venduti regolarmente ogni anno e le miriadi di “esperti” in materia saliti recentemente alla ribalta mediatica – chi sei, come persona, in fondo, conta molto di più di quello che fai, come genitore
(vedi il video in allegato).

In altre parole, Levitt afferma che i risultati parentali positivi sono legati maggiormente a fattori come lo stato socioeconomico e il livello di istruzione delle mamme e dei papà, piuttosto che alle specifiche pratiche genitoriali. I fattori che, infatti, sono importanti nel determinare i punteggi più alti nei test standardizzati dei bambini includono: genitori altamente istruiti, un alto status socio-economico, età materna superiore ai trent’anni di età al momento della nascita del bambino, un basso peso alla nascita, l’inglese come prima lingua parlata in casa, il coinvolgimento dei genitori nelle associazioni genitori-insegnanti, e molti libri nell’ambiente domestico. Quindi, non vi preoccupate. Al momento in cui effettivamente avrete un bambino, la maggiorparte delle scelte che dovreste prendere per essere un buon genitore le avrete già prese – o, almeno, le avreste già dovute prendere.

Che ci crediate o no, che siate rimasti felicemente sorpresi o dubbiosi, questo è il Freaky Friday con Freakonomics. Al prossimo venerdì.