(Freakonomics) Cos’hanno in Comune Gli Insegnanti Americani ed i Lottatori di Sumo Giapponesi?

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Nel primo capitolo del manuale di economia best-seller Freakonomics, Levitt e Dubner analizzano come persone appartenenti a culture lontane e di estrazione sociale differenti, altrimenti inclini ad essere onesti, si ritrovino a barare per avanzare di posizione o aumentare i propri benefici monetari qualora gli incentivi a cui rispondono non siano sufficientemente forti.

Gli autori, nello specifico, definiscono un incentivo come “un mezzo per sollecitare gli individui a fare più qualcosa di buono che qualcosa di cattivo“, e ne identificano tre diverse varianti: Gli incentivi economici, in cui gli agenti rispondono sul mercato – in generale; gli incentivi sociali, che motivano le persone a comportarsi in un determinato modo perché hanno a cuore il (o sono preoccupati del)  giudizio altrui; ed, infine, gli incentivi morali, che si rivolgono al loro senso del “giusto” e dello “sbagliato”.

Il primo caso considerato da Levitt e Dubner è quello degli insegnanti americani nell’esecuzione di un compito piuttosto ordinario: la correzione dei test. Recentemente negli Stati Uniti i test standardizzati sono diventati obbligatori in ogni scuola pubblica, ed in ottemperanza alla legge No Child Left Behind, entrata in vigore nel 2001, i loro risultati determineranno quali scuole verranno premiate e quali punite. I due Freakonomist hanno così sviluppato un algoritmo informatico per individuare le risposte sospette ai test. Dall’analisi dei dati sui punteggi raggiunti dagli alunni nel Chicago Public School System è emerso che gli insegnanti tendevano a imbrogliare, sostituendo le risposte giuste nei test, in almeno il 5 percento dei casi (vedi video 1).

Allo stesso modo, in assenza di incentivi a non imbrogliare, i due hanno riscontrato il medesimo comportamento tra i lottatori di sumo giapponesi, sinonimo di orgoglio nazionale, e, secondo tradizione, uno sport praticabile solo dagli uomini più onorevoli. Nel video che vi proponiamo questa settimana, gli autori di Freakonomics ci forniscono la prova di come un significativo numero d’incontri in questa sacra disciplina siano, in realtà, “truccati” (vedi video 2)

Che ci crediate o no, che siate rimasti felicemente sorpresi o dubbiosi, questo è il Freaky Friday con Freakonomics. Al prossimo venerdì.