Friendz: Guadagnare Postando le Foto sui Social si Può

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Friendz é, nelle parole dei suoi creatori, “la prima applicazione che permette alle persone di guadagnare semplicemente facendo quello che fanno tutti i giorni, postando le loro foto sui social”: ovvero, scattando fotografie ritraenti i prodotti dei brand con cui l’azienda, nata a Milano nella primavera del 2015 e valutata 2 milioni di euro, collabora.

I membri della startup, composta in gran parte da giovani nemmeno trentenni, vivono assieme in una casa/ufficio, la casa-Friendz; abbiamo intervistato una di loro, Cecilia Nostro, CMO e co-founder dell’azienda.

Che idee ci sono alla base di Friendz e cosa vi ha spinto ad intraprendere questa strada?

Alla base di Friendz ci sono, in realtà, due pensieri ribelli condivisi da tutti i founder: l’odio per la pubblicità on-line, troppo invasiva e spesso mediocre nel contenuto e la stravagante voglia di non volere un capo nemmeno a 25 anni!

Queste due assunzioni non erano certo sufficienti per fondare una società ma erano la motivazione che ci ha spinti a buttarci nel progetto per 24 ore al giorno e per incominciare a correre con determinazione verso la meta. Che poi, a dire il vero, non sapevamo nemmeno dove stavamo andando e che cosa Friendz sarebbe diventata ma ricevevamo troppe critiche ed elogi ogni giorno per non crederci.

Quando poi abbiamo letto che su Facebook vengono pubblicate quotidianamente più di 800 MLN di foto, potenzialmente contenitori di un messaggio pubblicitario e che le aziende, solo in Italia, investono più di 2MLD nel digital marketing abbiamo pensato che non avremmo mai potuto tirarci indietro: era la nostra partita!

Vi aspettavate di avere così tanto successo, e di collaborare con brand non di poco conto?

Ovviamente no, non ci aspettavamo di avere l’opportunità di lavorare da subito con certi colossi.
Pensavamo di dover iniziare con “La Bottega della signora Pina” ma allo stesso tempo sapevamo che stavamo facendo un prodotto per grandi brand quindi eravamo un po’ preoccupati ma non per questo demotivati.

Ci siamo detti: “dobbiamo conquistare prima la simpatia e poi la fiducia dei manager delle multinazionali, ingeniamoci!”.

E così abbiamo passato qualche settimana a gironzolare davanti alle sedi delle aziende che ci interessavano e tra una “pausa sigaretta”, un pitch al citofono e qualche inseguimento ci siamo fatti dare i primi feedback e raccolto le prime manifestazioni d’interesse.

Un po’ di fortuna, tenacia a volontà e, devo ammetterlo, tante persone disponibili e curiose ci hanno permesso di “saltare diversi passaggi” e ritrovarci subito in quel mare di squali dal quale alcuni consigliavano di prendere le distanze.

Quanto può guadagnare l’utente medio della vostra app?

Bella domanda! Poco, se si parla di guadagno puramente economico. Moltissimo se si comprende il vero spirito di Friendz che non è quello di far diventare ricco nessuno ma piuttosto di permettere alle persone di armarsi di creatività e vincere qualche sfida con la fotocamera del proprio smartphone ricevendo un compenso!

All’inizio pensavamo di proporre un prodotto con molto meno “sentimento”, due di noi sono ingeneri e amano quindi ragionare per equazioni: più paghiamo gli utenti più generano valore. Logico! E invece no.  Ci siamo resi conto che le persone sono molto meno ciniche di quanto non si pensi e alle volte la moneta della gratificazione, del divertimento e della competizione paga più del soldo in sé.

La casa-Friendz: è una vostra “invenzione” o vi siete ispirati a case-ufficio simili? Quali sono i lati positivi, ma anche i lati negativi, di un tale atipico esperimento abitativo  e lavorativo?

La casa Friendz è nata con naturalezza, senza pensarci troppo. Tutti cercavano una casa, ne abbiamo trovata una grande e ci siamo detti: “è perfetta, è casa Friendz!”. Noi fondatori siamo entrati subito in fortissima sintonia, le nostre competenze, i nostri backround e stili di vita erano completamente diversi ma c’era un qualcosa che ci accomunava: la propensione a confrontarsi e trovare l’idea/la soluzione/il compromesso che fosse somma e non sottrazione delle idee di tutti. Ci dicevamo “fino a quando non siamo tutti d’accordo è perché c’è qualcosa alla quale non abbiamo pensato e che ci renderebbe tutti soddisfatti”.

Questa è la stessa metodologia con cui abbiamo assunto i nostri dipendenti, volevamo assumere persone “che fossero come noi”, che sposassero naturalmente la nostra filosofia di vita e quindi aziendale e che sapessero aggiungere, a loro volta, quel quid risolutivo.

Abbiamo sempre ideato selezioni alternative, non per “fare i diversi” ma per trovare nel mucchio chi avesse prima ancora delle competenze quell’atteggiamento, chiamiamolo fattore Friendz, di cui andiamo più che mai orgogliosi e che ci serve per lavorare e vivere bene insieme.Aspetti negativi? Per ora solo vedere sempre le stesse facce, ma ce ne faremo una ragione!

Avete incontrato delle difficoltà nell’avviare un tale progetto in un paese come l’Italia, poco propenso a dare spazio ai giovani e alla tecnologia?

Spesso ci fanno questa domanda e leggiamo altrettanto frequentemente che molti dei nostri colleghi e coetanei si lamentano. Noi non ne abbiamo affatto motivo. Abbiamo trovato, con il giusto impegno, il capitale, il team, i mentor, gli utenti e i clienti. E’ chiaro, non è come la Silicon Valley, non ci sono gli stessi mezzi, nè la stessa mentalità.
Ma noi ci riteniamo fortunati:  se si pensa che chi è nato anche solamente 7-8 anni prima di noi difficilmente poteva concedersi il lusso di fare l’imprenditore evitando il capitale a debito.  E invece, oggi, in Italia, a 25 anni, si può!
Questo nuovo impulso imprenditoriale, anche se non fa girare numeri stratosferici, è una splendida boccata d’aria per i nostri tempi e per questa società!

La vostra più grande soddisfazione sino ad ora, e la vostra più grande delusione.

La più grande soddisfazione sono gli utenti che ogni giorno ci mandano centinaia di messaggi d’amore su ogni canale, ci mandano prodotti tipici, cartoline, regali, ci vengono a trovare e ci supportano sempre. Migliaia di persone che non consociamo personalmente ma che sono il motore della nostra azienda ed energia e motivazione pura per noi. La più grande delusione chi non ha creduto in noi all’inizio, ma in realtà è normale non puoi piacere a tutti e comunque quegli espedienti ci hanno detto una carica incredibile.

Progetti e speranze per il futuro?

Per ora non abbiamo progetti specifici se non quello di migliorare ogni giorno quello che facciamo, intercettando nuove persone che siano clienti, utenti o semplicemente nostri sostenitori. La vera sfida è quella di rimanere ogni giorno attraenti e freschi. Per questo motivo cerchiamo di non farci scappare nessuna opportunità che si tratti di andare all’estero, di aprire nuove linee di business, di fare nuove partnership o di chiedere altri finanziamenti per accelerare la crescita. In ogni caso ci stiamo godendo il viaggio, ancora una volta non sappiamo quale sarà la meta, ci preoccupiamo però di seminare valore giorno per giorno.