Fuckup Nights, Elogio al Fallimento

Fuckup Nights

“Success is not final, failure is not fatal”. Una citazione di Winston Churchill apre il Fuckup Book, il libro che celebra le Fuckup Nights, evento, ormai mondiale, che porta alla ribalta storie di fallimento. Come? Organizzando serate a tema in cui i partecipanti condividono pubblicamente le loro storie personali di fallimento imprenditoriale.

Gli inizi

La storia delle Fuckup Nights ha inizio nel 2012 sul terrazzo del WE ARE TODOS, locale situato nella gigantesca Città del Messico. “Ricordo bene come tutto ebbe inizio – racconta Carlos Zimbrón, uno dei quattro fondatori delle Fuckup Nights – Stavamo bevendo del mezcal, io, Leti, Julio e Pepe. Parlavamo di un progetto che avevamo portato avanti ma che era stato un completo buco nell’acqua. Ad un certo punto, Julio si rivolge a me e dice: Carlos, che ne pensi di un evento incentrato sul fallimento?”.

I numeri di FUN, l’anti TED

Da quel giorno le Fuckup Nights diventano un movimento globale presente in 144 città per un totale di 53 paesi, con 200mila partecipanti e 2151 speaker. Attenzione però, le FUN non hanno niente in comune con le TED conference.

“Ci consideriamo degli anti-Ted – racconta Pepe Villatoro, altro founder delle FUN – Da noi non ci sono speaker famosi e soprattutto l’approccio è diverso. Nei Ted talk, lo speaker, a volte, sembra voler dire ‘io ne so più di voi’. Oppure che per arrivare al successo bisogna lavorare duro e avere un piano. Quando abbiamo iniziato, il nostro sogno era invitare 30 amici e raccontare loro storie di fallimento. Anche il nome del movimento è tutto fuorché autorevole. Molti nostri amici ci hanno detto che avremmo avuto problemi nel registrare il nome, nell’aprire un conto in banca o nel trovare degli sponsor. Ed è vero. Comunque sia noi andiamo avanti perché le FUN sono per le persone non per gli sponsor”.

Il Failure Institute

Insieme al movimento è nato il Failure Institute, un vero e proprio istituto di ricerca sul fallimento. Con tanto di studi accademici al seguito. Per ora c’è una ricerca sulla Colombia e una sul Messico. Una ricerca sul fallimento di Startup del Tech e imprese sociali è in fase di sviluppo.

“Conduciamo una rigorosa ricerca accademica sul fallimento delle imprese e le ragioni dietro di esso – si legge sul sito – Perché è difficile trovare persone disposte a parlare di fallimento in modo aperto e onesto, non ci sono abbastanza informazioni sul tema. Perché lo facciamo? A livello globale, le nuove imprese hanno più probabilità di fallire che di avere successo. Il 75% delle aziende ‘muore’ nei primi due anni di vita. Falliscono. Ma nessuno riesce ad imparare dal proprio fallimento”.

Lo sbarco in Italia

Nell’ottobre del 2015 le FUN sbarcano in Italia. A coordinarle una ragazza spagnola, Montserrat Fernandez Blanco. La sede si trova all’Impact Hub di via Paolo Sarpi. “Le FUN nascono in Messico. Le abbiamo portate in Italia perché come i fondatori crediamo che sia molto importante cambiare la visione che abbiamo del fallimento. Crediamo che costruire una nuova cultura sul fallimento e sul successo possa avere un forte impatto nella nostra società. Siamo partiti ad ottobre con un incontro bimensile. Il format della serata è semplice: tre speaker raccontano la loro storia di fallimento. Il pubblico può fare delle domande dopo ogni racconto. Alla fine della serata c’è un momento di networking. E alla fine si beve birra. Perché bisogna anche celebrare i nostri fallimenti”.

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L’ultimo evento all’Impact Hub di via Paolo Sarpi

“Spesso ci chiedono come vediamo il fallimento rispetto ad altre culture – spiega Montserrat – Sicuramente ci sono delle differenze culturali. Comunque se pensiamo che il formato in 3 anni è arrivato in oltre 100 città nel mondo ti dimostra che è un problema sentito da tutti. Anche negli Stati Uniti. E’ vero che lì il fallimento è più accettato ma sempre in un’ottica di ‘prima o poi arriva al successo’. La pressione per il successo, secondo noi, oggi è mondiale. Questa pressione fa si che la gente non soltanto abbia paura, ansia o stress ma si blocchi. Quante cose non abbiamo fatto per paura di fallire?”.