Macron, Il Futuro della Francia e dell’Unione Europea

French President-elect Emmanuel Macron gestures during a victory celebration outside the Louvre museum in Paris, France, Sunday, May 7, 2017. Speaking to thousands of supporters from the Louvre Museum's courtyard, Macron said that France is facing an "immense task" to rebuild European unity, fix the economy and ensure security against extremist threats. (ANSA/AP Photo/Thibault Camus) [CopyrightNotice: Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.]

Si è conclusa, ormai da due giorni, la corsa per la conquista dell’Eliseo che ha tenuto con il fiato sospeso tutta l’Europa e non solo. Il ballottaggio per l’elezione del nuovo presidente francese ha visto sfidarsi da una parte l’outsider Emmanuel Macron con il suo partito En Marche! mentre invece dall’altra parte l’esponente del Front National Marine Le Pen.

A trionfare nella notte del 7 maggio, conquistando il 66,06% dei voti, è proprio il trentanovenne Emmanuel Macron che non solo è diventato l’ottavo presidente della Quinta Repubblica Francese, ma è anche entrato nella storia come il più giovane politico francese a raggiungere la massima carica.

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La sua elezione ha finalmente fermato l’onda populista che si è diffusa in questi anni in tutto il mondo: dapprima con il caso della Brexit per poi raggiungere l’apice con l’elezione del presidente statunitense Donald Trump. Con questa schiacciante vittoria la situazione europea ritorna al centro delle priorità politiche.

Abbiamo già ampiamente parlato di come Emmanuel Macron abbia sconvolto lo scenario politico francese nel seguente articolo. Egli infatti, con un partito da lui creato, ha potuto camminare indisturbato tra le macerie del vecchio sistema bipolarista francese che ha caratterizzato la storia del paese negli ultimi sessant’anni. Queste elezioni infatti, non solo hanno riportato la sconfitta del Front National, ma hanno mostrato come la divisione bipolarista  tra Partito Socialista e neogollisti non rappresenti più i bisogni del popolo francese.

Nonostante si siano contati 20.753.704 voti a favore di Macron, gli esiti del ballottaggio hanno evidenziato un alto tasso di astensione pari al 25,44% della popolazione, il secondo dato più basso nella storia della Quinta Repubblica francese. Il primato si è registrato durante le elezioni del 1969 dove soltanto il 68,85% dei francesi ha affollato le urne per votare tra Pompidou e il centrista Poher. Inoltre sono state registrate circa 3,01 milioni di schede bianche e 1,06 milioni di voti nulli.

Nella tarda serata del 7 maggio riecheggiano le parole del neoeletto presidente Emmanuel Macron che ha raggiunto i suoi elettori nel cuore della capitale, in piazza del Louvre, i quali l’hanno accolto trionfante. Dopo le note della Nona Sinfonia, ha esordito dicendo: