GeniusChoice: gli Angeli Custodi della Spesa

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Sabato, tardo pomeriggio. Raggiungo Barbara, una delle due founder di GeniusChoice, al telefono, ma riesco comunque a percepire l’energia che sprigiona quando parla del suo progetto. In questa telefonata c’è tanto orgoglio e tanta voglia di andare avanti. Perché nasce GeniusChoice? Per aiutare le persone a fare una scelta serena e consapevole dei prodotti che bevono e mangiano.

Barbara, quando avete avuto l’idea di creare la vostra start up?

Era il febbraio del 2011. GeniusChoice nasce nell’ambito del Master in Complex Action presso la SISSA, la Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati nata per sostenere i professionisti con alta formazione scientifica ma con minori conoscenze nell’ambito del business. Ci chiesero di risolvere un problema impossibile: avere a disposizione informazioni sui prodotti alimentari.

Da dove nasce l’esigenza di sapere quali componenti contengono gli alimenti?

Sempre più persone si fanno quotidianamente questa domanda, dettata da allergie e intolleranze ma anche da scelte di vita, basti pensare a vegani e vegetariani. Da qui l’idea di imparare la lingua delle etichette, leggerle, interpretarle e scoprirne le insidie. Ad esempio, molte persone intolleranti al lattosio, evitano di consumare latticini e derivati. Molte meno persone però intolleranti al lattosio sanno che la cipolla è ricca di lattosio.

Qual è la mission di GeniusChoice?

Non vogliamo dare giudizi ai prodotti. Il nostro obiettivo è educare le persone fornendo loro un dato quantitativo che consenta di fare una scelta corretta ed adeguata alle esigenze di ogni consumatore. Fare una spesa corretta si traduce anche in un minor spreco di prodotti.

Come funziona GeniusChoice?

Vogliamo essere di aiuto ai consumatori proprio nel momento dell’acquisto. Il modo migliore è quindi attraverso lo smartphone. Il consumatore scansiona il codice a barre del prodotto e, attraverso la nostra app, riceve in tempo reale le informazioni relative alle componenti di ogni prodotto. Lavoriamo quotidianamente al nostro database.

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Chi sono i vostri utenti e in che modo comunicate con loro?

I nostri utenti sono persone che hanno esigenze nutrizionali particolari e persone che vogliono sapere cosa stanno mangiando. Vogliamo avere un contatto diretto con loro e il loro contributo è fondamentale per lo sviluppo del nostro database: chiediamo alle persone che utilizzano la app di inviarci i prodotti per i quali non vengono trovati risultati.

Quanti utenti avete e come li avete raggiunti?

In poco più di un anno siamo arrivate ad avere più di 20.000 utenti. Abbiamo scelto di non fare pubblicità: tutto si basa sul passa parola. Abbiamo fatto una scelta etica: le nostre app sono gratuite perché non vogliamo che le persone in difficoltà debbano anche pagare per stare meglio.

Avete partecipato ad un programma di incubazione?

GeniusChoice nasce con il supporto di Innovation Factory, un incubatore di Area Science Park. Riteniamo che la scelta dei partner sia tra le chiavi del nostro successo. Bisogna avere la stessa visione, la stessa voglia di far crescere l’azienda, di dedicarci le stesse risorse e lo stesso credo.

Da chi è composto il team?

Il team di GeniusChoice è composto da nutrizionisti che giornalmente implementano le informazioni. Sia io che Elisa D’Este, cofounder insieme a me, abbiamo una formazione scientifica conseguita presso l’Università degli Studi di Trieste. Io ho inoltre una laurea in ingegneria dei materiali, un master in nanotecnologie ed ho appena ultimato un MBA.

Avete qualche suggerimento da dare a chi vuole intraprendere il percorso delle start up?

Non esiste un’unica ricetta. Per noi è stato fondamentale parlare e confrontarci con persone che lo hanno fatto prima di noi, anche in settori diversi dal nostro. Le esigenze iniziali sono comuni a tutte le start up. Siamo riuscite ad accedere ad alcuni fondi per avviare l’azienda. Regione e Stato offrono molti servizi a sostegno delle buone idee.

La vostra è una start up tutta femminile. L’essere donne è stato un ostacolo nella realizzazione del vostro progetto?

No, nessuna difficoltà. Se l’idea vale, vale a prescindere dal fatto che a pensarla sia stata una donna o un uomo. La difficoltà non è tanto nell’essere donna ma nel presentare l’idea. Io mi presento sempre come Barbara Codan. Se non ricevo abbastanza attenzione, sfodero il titolo di ingegnere e le cose migliorano immediatamente.

Cosa si potrebbe fare per incentivare l’imprenditoria femminile?

Le istituzioni danno molte opportunità. Esistono bandi, concorsi e agevolazioni dedicati alle imprese femminili. Le donne devono solo accettare il fatto che possono essere imprenditrici.

Quali  lezioni hai imparato durante la tua esperienza?

L’importanza del team, soprattutto dal punto di vista emotivo. Gli insuccessi ci sono ma insieme si superano e ti rendono migliore. La fiducia da parte dei consumatori è fondamentale: il fatto che scarichino l’app per una start up è fondamentale, soprattutto nei primi anni. È un modo concreto per dimostrare che si crede nell’idea. Nonostante la giovane età, GeniusChoice può già annoverare grandi successi. Il più recente è la nomina alla rappresentanza della regione Friuli Venezia Giulia per EXPO 2015. Inoltre le sue app sono entrate di diritto nella top ten delle app scaricate sul cibo. Promettono di cambiare il nostro modo di fare la spesa e ci stanno riuscendo davvero.

In collaboration with Girls in Tech Girls in Tech Italy