George Soros: da Wall Street a Karl Popper

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Questa notizia non potevamo non segnalarvela. Sul Wall Street Journal il magnate George Soros, di cui tante volte abbiamo parlato nei nostri articoli, ha annunciato l’intenzione di donare circa 500 milioni di dollari (si, avete letto bene!!!) per finanziare start-up, società o iniziative di impatto sociale fondate da migranti o rifugiati. L’operazione avverrà attraverso la sua fondazione non a scopo di lucro Open Society.

Le motivazioni non riteniamo siano solamente dovute alla sua storia personale: fuggito nel 1946 dall’Ungheria per Londra, dove per mantenersi agli studi alla London School of Economics ha fatto il facchino ferroviario e il cameriere, dalla capitale inglese si trasferisce a Wall Street, dove inizia la sua carriera di gestore finanziario sino a fondare un proprio fondo, il Quantum Fund con una disponibilità iniziale di capitali di 12 milioni di dollari.

Oggi il patrimonio del fondo è stimato in circa 25 miliardi di dollari. Una storia personale da ascriversi al “american dream of life”. Tuttavia, non sarebbe stato possibile realizzare tutto questo senza due condizioni: la forte motivazione e convinzione in merito ad alcuni principi e una struttura socio-politica aperta come quella americana.

Non a caso la Fondazione di Soros si chiama Open Society, concetto che da studente aveva fortemente assimilato durante le lezioni del filosofo Karl Popper.

Soros, però, non è l’unica persona che in questo periodo ha annunciato di voler restituire gran parte della propria fortuna che ha ricevuto nella vita alla società: anche Bill Gates, fondatore di Microsoft, ha dichiarato in una intervista che “il 95% del proprio patrimonio non è necessario al sostentamento delle spese della propria famiglia”. Bill e Melinda Gates sono impegnati in progetti di ricerca per debellare la poliomelite e la tubercolosi.

Anche il CEO di Facebook ha deciso di ribadire la propria filantropia, investendo -stavolta- nel mondo reale. La Chan Zuckerberg Initiative, fondazione no profit che il re dei social network ha istituito insieme alla moglie Priscilla, donerà la cifra stellare di 3 miliardi di dollari alla ricerca medica. Spalmata nel corso del prossimo decennio, la cifrà permetterà di sviluppare tecnologie e strumenti volti ad approcciare lo studio di malattie finora incurabili da un punto di vista diverso. Di questi, 600 milioni saranno subito dedicati alla realizzazione di Biohub, un laboratorio basato a San Francisco che accoglierà ricercatori e scienziati provenienti dalle maggiori università californiane.

Te storie personali e imprenditoriali molto diverse, tre età molto lontane (86 anni Soros, 60 Gates e 32 Zuckerberg) che tuttavia arrivano alle stesse conclusioni: mettere il maggior numero di persone nella condizione di esprimere il proprio potenziale, con effetti positivi per il mondo intero.