Germania: “Ja!” ai Matrimoni Gay

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“Oggi è un giorno storico per l’amore in Germania”, scrivono i giornali tedeschi.

Nonostante il No secco di Angela Merkel, il Parlamento tedesco ha approvato la legge che consente alle coppie omosessuali di unirsi in matrimonio, riconoscendo alle stesse la possibilità di adottare figli insieme.

38 minuti di infuocato dibattito e 393 voti a favore hanno sopraffatto il volere della cancelliera tedesca che, pur lasciando libertà di voto al suo partito, resta ferma sull’idea che il matrimonio “è fondamentalmente un’unione tra uomo e donna”.

A pochi mesi dai festeggiamenti per i 60 anni dei Trattati di Roma, occasione durante la quale il Premier Lussemburghese Xavier Bettel ha presentato ai leader europei il marito, la Germania si aggiunge ai 13 Paesi europei che hanno equiparato il matrimonio tra persone dello stesso sesso al matrimonio eterosessuale.

“Il matrimonio è stipulato a vita tra due persone di sesso diverso o dello stesso sesso”, reciterà il codice civile a seguito dell’approvazione della legge. Legge storica perché, riconoscendo il matrimonio tra persone dello stesso sesso, dà alle stesse la possibilità di adottare un figlio insieme – raggiungendo un ulteriore traguardo, dopo quello delle adozioni co-parentali e di quelle successive (fino ad oggi, infatti, era riconosciuto solo il diritto di riconoscere il figlio del compagno o da questi adottato).

Da subito a favore della proposta i Verdi, l’Sdp – guidato da Martin Schulz – e il Linke. Grande adesione anche all’interno del partito della Merkel, con Jan Marco Luczak in prima linea ad affermare che “è arrivato il momento di aprire il matrimonio”.

I primi matrimoni potranno essere celebrati già nel 2017 e la Germania diventa il 14° Paese europeo che riconosce il matrimonio gay (gli altri Paesi sono Regno Unito, Irlanda, Francia, Svezia, Norvegia, Portogallo, Spagna, Islanda, Olanda, Belgio, Danimarca, Finlandia e Lussemburgo.

Molti sostengono che l’esito della votazione fosse scontato, dato il recente sondaggio dell’Agenzia anti-discriminazioni tedesca che riportava il favore dell’83% dei tedeschi intervistati. Pare, quindi, che mai come questa volta il Parlamento sia stato la voce del popolo.