Gideon, la tua Smart Home in una Sola App

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Luci, riscaldamento, impianto stereo, sistemi di allarme e di videosorveglianza: tanti devices, tutti controllati da una sola app. Lo credete impossibile? Perché ancora non conoscete Gideon.

Gideon, startup nata nel 2014 da un’idea di due ingegneri informatici italiani, riesce grazie ad un software appositamente creato a controllare e interconnettere tutti i dispositivi presenti in casa. Ma non solo: osservando e memorizzando le abitudini degli inquilini, l’intelligenza artificiale sarà in grado di diminuire i consumi e di risparmiare sulla bolletta.

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Tanto altro ce lo rivela Nicola Russo, co-founder di Gideon, con cui abbiamo avuto la fortuna di parlare per capire meglio come effettivamente sia strutturata l’app, da quale idea sia nata e quali siano le prospettive per il futuro.

Sul sito di Gideon campeggia il pay off “your smart home in a single app”, una frase che in qualche modo ci fa intuire le funzionalità della vostra app. Ma come funziona effettivamente Gideon?
“Gideon Smart Home interconnette oggetti connessi per la casa (multibrand) in una singola dashboard, evitando così che l’utente debba utilizzare decine di app diverse per controllare la propria smart home. Lo scopo è dunque rendere la smart home davvero smart. Oltre al semplice controllo, Gideon offre la possibilità di automatizzare routine quotidiane attraverso l’esecuzione di set di azioni (quando l’utente raggiunge o lascia uno specifico luogo o semplicemente in base all’orario) e attraverso la creazione di regole logiche (if…then do…). Gideon inoltre è in grado di gestire in automatico device come luci, prese e termostati in Save Mode, cercando di risparmiare quanta più energia possibile attraverso alcuni accorgimenti come: spegnere tutto quando nessuno è in casa (salvo disposizioni diverse), ridurre la luminosità delle luci ambientali o regolare il riscaldamento evitando temperature estreme e continui on/off. Tra le altre funzionalità è inoltre presente la possibilità di registrare dalle proprie videocamere (per poi rivedere i filmati on demand) e condividere la propria casa con amici e parenti (dando o meno il permesso di utilizzare uno o più device nello specifico)”.

Come e quando nasce l’idea di un’app che riesca a controllare tutti i dispositivi di casa? Quali i finanziatori e i venture capitals che hanno creduto nella vostra idea?
“L’idea nasce tra i banchi dell’università di Roma 3 nei primi mesi del 2014. Ho sempre sognato di realizzare il mio J.a.r.v.i.s. e proprio in quel periodo mi resi conto che l’Internet of Things sarebbe esploso di lì a poco. Coinvolsi immediatamente il mio collega e amico Michele Galli (una delle prime persone che conobbi dopo essermi trasferito nella capitale) e inizialmente pensai di realizzare oggetti connessi per la casa per poi rendermi conto che competere con i giganti del settore probabilmente non era l’idea migliore. Decidemmo allora di sfruttare la concorrenza tra i big creando un’app per controllarli tutti, nacque così Alfred Smart Home. Il lavoro da fare era molto e così iniziammo a costruire il team andando a pescare tra i nostri colleghi universitari e amici conosciuti durante i vari Hackathon e Startup Program. Si unirono dunque al team Adam Lamkharbech, Marco Matera, Lorenzo Perniciaro, Silvia Di Nardo, Giuseppe Matrella e Silvia Romiti. Inizialmente provammo a chiudere un primo micro seed rivolgendoci ad un acceleratore romano; ma, un po’ per la mancanza di mercato, un po’ per lo stato early del prodotto fummo scartati (“Non bastano 4 ingegneri per fare una startup” è la frase più simpatica che ricordo). Nonostante ciò continuammo a sviluppare il prodotto e cercammo opportunità di finanziamento lì dove il mercato era già stabile. Il 17 febbraio 2015 fondammo la Braindrain Solutions LTD e 5 mesi dopo fummo chiamati da un acceleratore di startup in UK. Fino ad ora abbiamo alzato 200£ mila e abbiamo introdotto nel board tre figure di spicco: Kevin Ashby (ex CEO di Saxo Bank Asia, divenuto il nostro chairman) e altri due elementi di spicco di Standard Chartered di cui non posso fare nomi per motivi di privacy. Stiamo ora lavorando con loro per un bridge pre Series A round”.
Gideon è diventata Gideon lo scorso giugno dopo un restyling, prima infatti si chiamava Alfred. Perché ripensare l’intera app e cambiargli nome? Perché proprio “Gideon”?
“Il motivo principale era la troppa confusione intorno al nome Alfred (in USA un paio di società stanno ancora combattendo per il trademark). Decidemmo inoltre di passare dal concetto di maggiordomo digitale al concetto di intelligenza artificiale (decisamente un trend topic di questi tempi), rimodernando la UI e UX. Siamo tutti appassionati di super eroi e serie tv e quindi quale nome migliore di Gideon, l’assistente virtuale tuttofare di Flash? Si, abbiamo un debole per la DC Comics”.

Perché scegliere Gideon fra tante altre app?
“A detta dei nostri utenti è la migliore app per la smart home in termini di usabilità (punto fondamentale su cui stiamo concentrando i nostri sforzi) e funzionalità, alcune uniche nel loro genere e non offerte da nessun altro competitor (come lo share delle chiavi di casa). L’alternativa è dunque scegliere un nostro competitor o un’altra decina di app per le varie automazioni, ma anche questo non porterà lo stesso valore che Gideon offre”.

L’app è disponibile per Android come per iOS. In quali paesi è presente Gideon e quali le partnership?
“Gideon è disponibile in tutti quei paesi in cui Google Play store e App Store sono disponibili (sostanzialmente ovunque nel mondo tranne Cina, Iran e Cuba). Il nostro programma di partnership coinvolge i principali leader manufacturer nel campo della smart home tra cui Lifx, Honeywell, Nest (facciamo parte del programma Works with Nest), Insteon, Netatmo, MyFox e Flic. L’obiettivo principale del programma è la cross promotion, oltre che la sponsorizzazione di device per eventi e fiere e la distribuzione di promo code da utilizzare per l’acquisto dei device degli stessi. Proprio in questi giorni stiamo lavorando ad una partnership con altri due big del settore: Samsung SmartThings e Amazon Echo. Per entrambe abbiamo sviluppato una soluzione di deep integration che sarà disponibile a breve per tutti i nostri utenti che possiedono questi device”.

Avete programmi per il futuro? Avete già pensato a migliorie o nuove funzioni da aggiungere a quelle già esistenti?
“L’obiettivo principale è l’espansione della compatibilità (in termini di device controllabili attraverso Gideon) e l’introduzione di nuove esperienze utente per controllo della smart home, una su tutte i controlli vocali.
Siamo in procinto di rilasciare il primo bot per la smart home in grado di interpretare il linguaggio naturale (inizialmente solo l’inglese) che permetterà agli utenti di eseguire azioni semplicemente utilizzando la propria voce. Magari non sarà smart come Jarvis di Iron Man, ma dateci un po’ di tempo…”.