Giuro, Non Odio il Capodanno. È Solo Che Mette un Po’ Ansia

A parte aver imparato la parola “abbarbagliante” di cui da oggi abuserò inserendola nei contesti più improbabili, mi ha fatto molto piacere realizzare che il carico di aspettative disagianti legato all'ultimo giorno dell'anno si facesse sentire anche ai tempi del charleston. Se Gramsci fosse vissuto ai giorni nostri, però, più che l'avvento del socialismo avrebbe atteso trepidante quello del gruppo whatsapp denominato "capodanno 2k16 - emoticon festante".

E avrebbe provato ansia. Ansia perché devi assolutamente dimostrare a tutti di avere un piano fantastico e invidiabile, che puntualmente non hai e quindi finisci col mentire: hai ricevuto moltissimi inviti, dal locale radical chic fusion minimal di Sankt Moritz, a Belen che in tre giorni ha organizzato il suo single party dal titolo "il cammino di Santiago" verso il prossimo papà, dalla Boschi che per lenire il peso delle inchieste sul padre allestisce l'Etruria liquidation new year's eve. Ma alla fine dirai di voler mantenere un low profile finendo al Life di Stradella con vodka in endovena per dimenticare che ti trovi lì.

Se hai l'uomo le cose sono relativamente più semplici, soprattutto perché hai la certezza che a capodanno ti accoppierai, cosa che zittisce qualsiasi interlocutore indaghi spocchioso sui tuoi programmi. Relativamente perché l'altra faccia della medaglia è la ricerca spasmodica del 29/30 dicembre di qualcosa da mettere, a cena e soprattutto dopo. Così sfrutti i 50 minuti di pausa pranzo dal lavoro provando qualsiasi capo d'abbigliamento faccia "capodanno", cosa che puntualmente smetti di fare disgustata quando realizzi che con le pailettes sembri una triglia gigante e con il total red una milf da binasca.

Disperata, punti tutto sulla lingerie. Non puoi certo presentarti con la mutanda in microfibra tezenis e il reggiseno sportivo, che poi lui pensa che tu voglia festeggiare alla Virgin e soprattutto restare tale. Sai che spenderai moltissimo e che sarà un investimento a fondo perduto, o perché verrà tutto distrutto nel giro di pochi secondi o perché come ogni partner che si rispetti non lo indosserai una seconda volta. Sei circondata da un tripudio di body in pizzo e guêpière, che dal catalogo sono stupendi e quando li provi proprio non capisci perché su di te non facciano lo stesso effetto che su Naomi Campbell. Bo.

La tua taglia non c'è mai, la commessa ti chiede "ma sei proprio sicura che non ti vada la terza?" e tu -dopo aver comunque controllato perché metti che nella notte sono lievitate tipo pangoccioli- le chiedi se è proprio sicura di aver scelto il lavoro giusto. Ti senti un po' idiota e un po' imbarazzata ma poi pensi che lui in quel momento sarà accecato dall'autoreggente e che le tue sinuose (?) curve gli faranno dimenticare qualsiasi catalogo artificiosamente patinato. E se non sarà così che si metta con una modella lituana e ti lasci vivere.