Gli Studenti Dicono che la Brexit Potrebbe Rovinare le loro Carriere

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Il risultato della ricerca che analizza i punti di vista degli studenti europei arriva dal QS World Grad School Tour, un evento itinerante che si è tenuto in 9 città europee.

Il sondaggio mostra che la maggioranza degli studenti europei crede che le proprie prospettive future di carriera possano essere rovinate dal cosiddetto “Effetto Brexit”. Circa il 59% dei ragazzi attualmente residenti in paesi europei è convinto che la Brexit abbia avuto un impatto negativo sulle situazioni lavorative nei propri paesi.

Inoltre la rilevazione dimostra che moltissimi studenti hanno cambiato idea su dove hanno intenzione di condurre i propri studi, dopo aver visto i risultati del referendum di luglio. Il 44% di essi si è dichiarato “meno propenso” a trasferirsi nel Regno Unito ora che il paese ha deciso di staccarsi dall’UE.

La stessa percentuale è convinta che la Brexit avrà ripercussioni negative sull’educazione della propria generazione e di quelle future.

La pessimissima analisi di questa ricerca trova riscontro nel recente annuncio del ministro dell’istruzione inglese, che conferma come ci sia stato un calo di iscrizioni a università britanniche da parte di studenti provenienti dai paesi europei.

Il governo britannico ha rassicurato gli attuali studenti chiarendo che le tasse universitarie per il 2017 rimarranno invariate e nessun cambiamento in generale avverrà a breve termine. Ma è il lungo termine ciò che preoccupa veramente i giovani europei, i quali non hanno assolutamente nessuna certezza riguardo alle possibili regolamentazioni che verranno introdotte in futuro.

Visti, assicurazioni e tasse di residenza sono i maggiori fattori deterrenti che frenano moltissime persone a scommettere sul Regno Unito come luogo dove crescere e cercare opportunità. Sono in aumento infatti gli studenti che ora preferirebbero cercare un’università nei paesi del nord Europa (Danimarca, Svezia) in Francia e in Germania.

Nonostante ciò, alcuni degli intervistati hanno dimostrato simpatia e gratitudine verso le stesse università inglesi le quali, impotenti verso i caotici avvenimenti politici della nazione, stanno facendo di tutto per fornire il maggior numero di aggiornamenti e informazioni nel modo più trasparente possibile.

Il sondaggio è stato condotto in 9 grandi città (Londra, Parigi, Copenaghen, Oslo, Madrid, Milano, Francoforte, Colonia e Bucarest) tra 951 persone interessate ad iscriversi in un corso di laurea magistrale all’estero.