In India Esiste una Città che è Stata Governata per Decenni da Aziende Private

Gurgaon, india

Esiste una città, dove la costruzione delle infrastrutture non è di competenza comunale o statale, dove il servizio di sicurezza è assicurato da società private che proteggono i propri clienti in funzione del servizio pagato. Sembrerebbe un esperimento mentale, ma questo è ciò che succede a Gurgaon (India), una fiorente città senza l’acqua pubblica, l’elettricità e le fogne gestite da un ente pubblico.

La città di Gurgaon, distante mezz’ora di macchina da New Delhi, è sopravvissuta senza un governo municipale funzionante per circa quattro decenni. Quando questa città di 2 milioni di abitanti ha bisogno di aprire una strada, o di assumere personale di polizia o ancora vigili del fuoco e spazzini, si rivolge ad aziende private.

“E’ un posto strano”, dice Shruti Rajagopalan, economista presso SUNY Purchase che è cresciuto a breve distanza da Gurgaon e co-autore, con il suo collega Alex Tabarrok, di uno studio risalente al 2014 e riguardante la situazione nella strana città.

La città è una calamita per la classe media indiana. La popolazione è aumentata del 1.600% negli ultimi 25 anni. Questa situazione fa sorgere una domanda interessante: Cosa accadrebbe se altre città abbracciassero questa propensione a delegare tutte le attività cittadine a privati?

Una città non pianificata dal punto di vista politico può crescere a velocità sorprendenti. Nel 1991, il governo indiano ha attuato una serie di riforme economiche atte a favorire investimenti di compagnie straniere. A quel tempo, Gurgaon era una città in cui abitavano 121mila persone, circondate da vasti terreni incolti. Per un cavillo normativo, la terra intorno a Gurgaon è stata data in gestione a una sola agenzia, che tradotto in termini puramente economici significa che i progetti delle società potevano essere approvati nel giro di pochi giorni. In pochi mesi, sono stati costruiti condomini di lusso, alberghi a cinque stelle e campi da golf.

I problemi però sono molti. Solo un terzo delle strutture abitative è collegata alla fogna principale. Nella maggior parte dei casi, il liquame viene raccolto in una fossa biologica, sul bordo della proprietà, e poi il proprietario del palazzo provvede a chiamare un camion cisterna per trasportare il liquame in una discarica. Non è l’ideale, ma non è certo una situazione straordinaria in India. Fino a quando le società private continueranno a fornire servizi di qualità superiore rispetto ad altre città indiane, Gurgaon continuerà a crescere. Ci sono, però, lacune intollerabili dal punto di vista sociale. Le guardie di sicurezza private, ad esempio, tutelano solo i clienti della società, e lo fanno anche in base a quanto si paga. Questo potrebbe portare ad una situazione, dove ulteriori servizi potranno essere introdotti in puri termini di mercato. Il resto della popolazione è esente da tale protezione.

In definitiva, il successo di Gurgaon si limita ai ceti più abbienti della città, alle zone centrali della città, mentre le periferie sono caratterizzate da baraccopoli e lasciate al proprio destino. Nelle periferie, i residenti non hanno energia elettrica, e vigono le stesse condizioni insalubri che modellano la vita quotidiana di alcune città indiane.

Le società private mostrano una totale mancanza di responsabilità civica, ma la realtà è che solo loro sono in grado di provvedere ai bisogni della città. Probabilmente, questo modello, non sembra difficilmente esportabile nel resto del mondo, viste le isole felici che continuano a sorgere nei luoghi più poveri del mondo.