Hitler Eroinomane e Militari Sotto Anfetamine: Tutta la Verità in un Romanzo Che Non è Un Romanzo

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Immaginate uno scrittore tedesco pressoché sconosciuto, Norman Ohler. Immaginate che voglia scrivere un romanzo di fantasia sull’abuso di droga e che voglia ambientarlo nella Germania nazista. Immaginate quindi che inizi a fare ricerche, nei più reconditi archivi storici tedeschi e americani. Smettete di immaginare. Perché è ciò che ha fatto anche lui, trasformando il proprio romanzo in un saggio storico, dopo essersi trovato davanti i registri originali dell’alto comando nazista. E, ancor meglio, registrazioni e appunti privati del sedicente Dr. Theodor Morell, medico personale di Hitler, soprannominato “Maestro dell’Iniezione” del III Reich. Che curioso epiteto. Curioso e altrettanto fondato: stando a quanto emerge dai documenti parrebbe infatti che, più che l’ideologia, a motivare le instancabili truppe tedesche fossero le anfetamine.

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Il “Crystal Meth”, commercializzato per la prima volta negli anni ‘30 con il nome di Benzedrine, viene inizialmente promosso come cura per la congestione nasale. Colpa della grande depressione o degli strascichi del proibizionismo, iniziano presto ad abusarne anche individui non asmatici in cerca di emozioni forti. L’illustre farmacologo Dr. Fritz Hauschild ne osserva rapito gli effetti, proprio mentre i maggiori esponenti nazisti cercano disperatamente una sostanza alternativa a cocaina, morfina e oppiacei, allora condannate in quanto “droghe ebraiche”.