Hitler Eroinomane e Militari Sotto Anfetamine: Tutta la Verità in un Romanzo Che Non è Un Romanzo

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Le menti dietro la meth-odologia nazista. Da sinistra, i dottori Theodor Morell, medico e fornitore personale di Hitler, e Fritz Hauschild, scienziato e dirigente dell’azienda farmaceutica Temmler, produttrice del Pervitin

Ci pensa Fritz. Lo sviluppa, lo produce, lo chiama Pervitin e ne promuove la diffusione di massa: primi fruitori, gli alti ranghi dell’esercito tedesco. La volpe del deserto Generale Erwin Rommel lo distribuisce alla vigilia dell’invasione della Francia, con risultati sorprendenti. In quattro giorni i carri armati nazisti conquistano più territori che in quattro anni di Prima Guerra Mondiale. Sarà stato il tempismo, la tattica, la caparbietà, i 35 milioni di compresse ingerite. Who knows. Ciò che sappiamo è che le pillole dell'instancabilità vengono ben presto pubblicizzate anche al di fuori dell’esercito. Nasce così una generazione di studenti iperattivi, artisti allucinati, professionisti inconsapevolmente drogati, casalinghe che nonostante le trentotto ore consecutive di aspirapolvere sono convinte di aver assunto un equivalente della CocaCola il cui unico scopo è combattere l’emicrania.

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Cioccolata antidolorifica, uno dei tanti volti del Pervitin. “Contrasta efficacemente emicrania, affaticamento, spossatezza e mal di testa”