Hong Kong ora Importa quasi Tutto il Cibo che Consuma

hong-kong-veget

Hong Kong, la città stato sulla costa meridionale cinese, è oggi una moderna e frenetica metropoli di 7 milioni e mezzo di abitanti, la cui crescita economica sembra essere inarrestabile.

È un posto che offre una quantità incredibile di servizi diversi, primi tra tutti quelli legati alla ristorazione. Infatti la città ha il tasso di attività ristorative per abitante tra i più alti del mondo. Ad Hong Kong troverete un bar, ristorante o cafè ogni 300 abitanti.

Ma non lasciamo che questa apparente abbondanza ci inganni, poiché sotto questa maschera felice si nasconde una verità decisamente scomoda per la nazione. Infatti da un’indagine condotta dal Food and Health Bureau risulta che circa il 90% del cibo consumato ad Hong Kong sia importato dall’estero. In particolare alimenti surgelati come la carne di manzo (94%) e la carne di suino (92%) provenienti dal Brasile, il salmone proveniente dalla Norvegia e le verdure di Filippine, Thailandia e Stati Uniti.

Non è sempre stato così, sia chiaro. Sessantacinque anni fa la nazione produceva internamente la maggior parte di ciò che consumava. Circa i due terzi di tutta la frutta e la verdura acquistate al dettaglio erano prodotte da aziende agricole del paese. Oggi, solo il 2% del cibo che viene consumato è anche prodotto ad Hong Kong.

Se diamo un’occhiata al Food Vulnerability Index rilasciato dalla banca giapponese Nomura, Hong Kong si piazza al 17esimo posto tra i paesi più a rischio di crisi alimentari, a pochi posti di distanza da paesi come Siria, Algeria e Bangladesh.

food-vulnerability-index-nomura
I paesi al top di questa classifica sono quelli in cui una crisi alimentare è in corso o molto probabile. In fondo, troviamo Norvegia, Argentina, Olanda, Uruguay e Nuova Zelanda, i paesi che maggiormente producono ed esportano cibo nel mondo. Fonte: Nomura

Questa dipendenza elevata dalle importazioni estere fa si che il rischio di avere prezzi altalenanti sui beni di consumo primari siano molto alti, come ha affermato il ricercatore alimentare Daisy Tam durante un suo recente discorso alla conferenza TedX di Hong Kong. Questo fenomeno passa in gran parte inosservato durante la vita di tutti i giorni, ma di tanto in tanto i rivenditori subiscono brusche bastonate che li costringono a fare i conti con la realtà dei fatti. Citiamo ad esempio un episodio risalente ai primi mesi del 2016, quando la Cina fu soggetta ad un periodo di bassa produttività agricola a causa dell’inverno stranamente rigido. Immediatamente i prezzi delle verdure ad Hong kond subirono un rincaro del 30%.