I 10 Bambini Prodigio più Talentuosi della Storia

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La definizione di “bambino prodigio”, o Wunderkind, è stata ampiamente dibattuta nel corso del tempo. Secondo Henry Feldman, professore di psicologia dello sviluppo alla Tufts University, al momento la definizione più accettata è quella di un bambino che in tenera età,  in genere sotto i 10 anni, sviluppa una o più abilità ad un livello ben oltre la norma definita dalle capacità dei coetanei.

Una cosa è certa: i bambini prodigio tendono ad apparire esclusivamente nei settori che si basano su delle regole come la musica, gli scacchi o la matematica. Sam Vaknin, autore di “Malignant Self Love-Narcissism Revisited“, a riguardo paragona i bambini prodigio ai computer: entrambi eccellono nella manipolazione dei simboli, ma non riescono a stupire quando si tratta di imprese meno disciplinate.

“Campi come la letteratura richiedono maturità ed esperienza di vita” spiega lo scrittore. “I bambini prodigio, indipendentemente dal proprio talento, raramente possiedono lo spettro emotivo richiesto, una conoscenza delle sfumature e delle sottigliezze dei rapporti umani, o la conoscenza accumulata tramite l’esperienza degli alti e bassi della realtà”

Casi come quello di John Stuart Mill, che all’età di soli 8 anni conosceva già diverse lingue morte, e quello di H.P Lovecraft, che componeva lunghi poemi all’età di 5 anni, sebbene fossero dotato sufficientemente per essere definiti dei bambini prodigio, rimangono quindi una minoranza.

In questa lista troverete classificati i 10 personaggi che si distinsero in tenera età come “bambini prodigio”

10. Carl Friedrich Gauss (1777-1885), Matematico

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All’età di tre anni, Carl Gauss fu capace di sommare, attraverso un rapido calcolo, i numeri da uno a 100, sorprendendo il proprio professore. Ha in seguito fatto molti contributi all’algebra, alla teoria dei numeri e al magnetismo. Molti magneti hanno, infatti, il suo nome stampato sopra, che è attualmente utilizzato come unità di misura per i campi magnetici. Gauss è considerato uno dei più grandi matematici tedeschi del XIX secolo.

9. Pablo Picasso (1881-1973), Pittore

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Chiunque di noi conosce Picasso come uno dei pittori più famosi del XX secolo, e uno dei co-fondatori del cubismo. Il suo talento gli viene riconosciuto all’età di 14 anni, grazie ai dipinti che faceva della propria famiglia. Inizialmente dipinse un ritratto della sorella Lola e in seguito uno della zia, intitolato Portrait of Aunt Pepa; quest’ultimo ha spinto Juan Eduardo Cirlot (noto critico e poeta) a dichiarare: “Questo senza dubbio è uno dei più grandi dipinti di tutta la storia spagnola”. “Le Picador” di Pablo Picasso fu dipinto quando l’artista aveva ancora nove anni.

8. Maria Gaetana Agnesi (1719-1799), Matematica e Linguista

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Sebbene non sia un personaggio così famoso, Maria fu riconosciuta come una “bambina prodigio” in tenera età. A nove anni ha steso e esposto un discorso della lunghezza di un’ora davanti ad una commissione accademica, sul diritto all’educazione della donna. Per il suo 13esimo anno, conosceva già il Greco, l’Ebraico, lo Spagnolo, il Tedesco, il Latino, il Francese e l’Italiano, la sua lingua madre. Più tardi divenne una famosa linguista italiana, una matematica e una filosofa.

7. John Von Neumann (1903-1957), Matematico

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Considerato uno dei più grandi matematici della storia moderna, John Von Neumann, all’età di sei anni, era capace di dividere cifre ad otto numeri a mente, e era anche esperto nel linguaggio e nella memorizzazione. Era così abile che era in grado di memorizzare gli elenchi telefonici a vista e, all’età di 8 anni, padroneggiava di già il calcolo aritmetico. Nato in Ungheria e naturalizzato americano, ha poi contribuito a molti campi come la teoria degli insiemi, l’analisi funzionale, l’economia e l’informatica.

6. Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Compositore

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Mentre il padre di Mozart impartiva alla figlia di sette anni Mannerly lezioni di musica, Mozart, a solo tre anni, si limitava ad osservare affascinato, finchè suo padre non incominciò ad insegnargli il piano l’anno successivo. Iniziò a comporre prima di aver compiuto i sei anni (la sua prima composizione, un minuetto per clavicembalo, risale al gennaio 1762). In seguito il “bambino prodigio” per eccellenza scrisse oltre 600 composizioni includendo sinfonie, concerti, opera e musica corale che ancora incantano il mondo.

5. Blaise Pascal (1623-1662), Matematico

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Nato in Francia, all’età di 12 anni, Pascal aveva segretamente risolto le prime 23 teorie scritte da Euclide, “il padre della geometria”. Educato dal padre, il giovane Blaise si rivelò assai precoce nello studio e nella comprensione della matematica e della fisica, tanto che fu ammesso alle riunioni scientifiche del circolo intorno a Marin Mersenne, al tempo in corrispondenza con i più grandi ricercatori dell’epoca, tra cui Galileo Galilei, Pierre Fermat, René Decartes ed Eangelista Torricelli. In seguito lasciò importanti contributi alla costruzione dei calcolatori meccanici, allo studio dei fluidi, della pressione e del vuoto.

4. Jean-François Champollion (1790-1832), Linguista

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Nato in Francia, Jean-François Champollion cominciò ben presto a mostrare il proprio talento linguistico. All’età di sedici anni lesse un documento davanti alla Grenoble Academy sulla lingua copta, e all’età di venti, poteva parlare il Latino, il Greco, l’Ebraico, l’Amarico, il Sanscrito, l’Etiopico, l’Arabo, il Pahlavi, il Siriaco, il Cinese, e ovviamente il Francese. Con l’aiuto di alcuni predecessori, fu in grado di decifrare alcuni geroglifici egiziani, e tradusse parte dela stele di Rosetta, provando che la lingua egiziana scritta era simile al copto, e che i sistemi di scrittura erano una combinazione di fonetica e ideografici.

3. Paul Erdos (1913-1996), Matematico

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All’età di tre anni, Paul Erdos, nel periodo in cui molti bambini sanno a malapena contare fino a 10, era in grado di calcolare a mente quanti secondi una persona era vissuta basandosi sull’età. Nato in Ungheria, all’età di 20 anni, ricevette il PhD in matematica e proseguì scrivendo più di 1000 articoli, più di qualsiasi altro matematico. Era conosciuto per essere un eccentrico, e sebbene la sua grandezza come matematico fosse riconosciuta e confermata dai numerosi premi ricevuti, Erdos divenne famoso per il suo stile di vita “vagabondo”: tra una conferenza e l’altra girovagava tra i continenti presentandosi alla porta dei suoi colleghi matematici annunciando “la mia mente è aperta”. Possedeva soltanto alcune valigie, e sviluppò un proprio personale vocabolario.

2. Saul Aaron Kripke (1940), Filosofo e Logico

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Ritenuto da molti il più grande filosofo vivente dopo Wittengstein, Saul, all’etù di soli sei anni, imparò da autodidatta l’Ebraico antico, e aveva letto tutte le opere di Shakespeare. Ancor prima di prendere il diploma della scuola elementare, padroneggiava le opere di Descartes, insieme all’algebra, la geometria ed il calcolo. All’età di 17 anni scrisse il suo primo teorema completo in logica modale, che pubblicò l’anno dopo. Ancora al liceo, il dipartimento di matematica di Harvard gli inviò una lettera, nella speranza che avrebbe accettato un lavoro. Kripke rispose che sua madre voleva che finisse il liceo, per poi iniziare l’università. In seguito, Saul scelse proprio Harvard, e per il secondo anno, insegnava di già corsi di livello master nella vicina MIT. Si laureò summa cum laude in matematica e ha proseguito ricevendo diversi premi tra cui il Schock Prize in Logic and Philosophy nel 2001.

1. Kim Ung-Yong (1962), Matematico

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Conosciuto per avere uno dei QI più alti di tutti i tempi, Kim Ung-Yong è anche presente nel Guinness dei Primati con il sorprendente punteggio di 210. Kim divenne uno studente “ospite” di fisica all’Università di Hanyang, seguendo i corsi da quando aveva quattro anni fino a che non ne ha compiuti sette. All’età di otto anni, fu invitato alla NASA, dove poi ha terminato gli studi. Ha debuttato sulla TV Giapponese alla fine degli anni ’60 risolvendo equazioni complicate, parlando varie lingue, per poi passare a lavorare per la NASA e conseguire il PhD, tutto prima di aver compiuto 15 anni. Quando tornò in Corea, decise di cambiare indirizzo di studi, passando dalla fisica all’ingegneria civile dove prese un dottorato. Molte prestigiose università coreane si offrirono per fargli continuare gli studi da loro, ma Kim scelse di andare in un’università di provincia. Dal 2007 lavora nella facoltà della Chungbuk National University. Nonostante il suo incredibile QI, durante l’infanzia non ha avuto problemi relazionali, a differenza di molti altri bambini prodigio