I 10 Viaggi per I Beatlemaniacs secondo Lonely Planet

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Crisi isteriche, assembramenti di folla, euforia, ossessione, urla, pianti, svenimenti, consumo frenetico di oggettistica.

Se avete tutti, o alcuni di questi sintomi allora fate parte di quel fenomeno sociologico e di antropologia culturale caratteristico degli anni sessanta, meglio conosciuto come Beatlemaniacs. Lonely Planet ha appena pubblicato la lista delle dieci destinazioni che potrebbero placare la vostra sete di Fab Four.

10. Reeperbahn, Amburgo

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John Lennon disse una volta: “Sarò anche nato a Liverpool, ma sono cresciuto ad Amburgo”. Questa licenziosa città è stata così importante per i primi anni dei Beatles che dal 2006 una piazza porta il nome di Beatles-Platz. Pavimentata in nero, per ricordare un vinile, è il cuore di Reeperbahn, una delle strade maestre della vita notturna a luci rosse della città. Dal ’60 al ’62, gli allora Fab Five (nella band c’era anche il bassista Stuart Sutcliffe), vestiti rigororsamente di pelle nera, suonarono centinaia di volte nei licenziosi club della zona – oggi in buona parte chiusi.

9. Cavern Club, Liverpool

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Nessuno avrebbe mai immaginato che quattro ragazzi di Liverpool sarebbero diventati più famosi di Elvis. Eppure è successo. Gli esordi della beatlemania possono essere ritrovati al Cavern Club, un piccolo locale che ha ospitato anche Who, Oasis e Arctic Monkeys. Ma per andare davvero alle radici del fenomeno nessun luogo è più indicato di Liverpool. Da Penny Lane all’ex orfanotrofio chiamato Strawberry Fields, proprio dietro la casa della zia di Lennon Mimi, la città è un museo dei Beatles a cielo aperto.

8. Strawberry Fields, New York City

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Un semplice monumento alla memoria che è diventato un simbolo mondiale della pace: Strawberry Fields è uno degli angoli più tranquilli e suggestivi di Central Park. È stato inaugurato il 9 ottobre 1985, 45° anniversario della nascita di Lennon. Si trova a pochi passi dal Dakota Building, dove John fu assassinato, ed è stato disegnato da Yoko Ono e dall’architetto Bruce Kelly. Il mosaico bianco e nero che si sviluppa intorno alla parola Imagine è stato realizzato da artigiani italiani. Lennon, che secondo Yoko era newyorkese nell’anima, si trasferì nella Grande Mela nel 1971, stabilendosi inizialmente al Village. Guarda caso di lì a poco John avrebbe registrato l’album Some Time in New York City.

7. Paradise Island, Bahamas

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Dopo il successo del primo film dei Beatles A Hard Day’s Night, il regista Richard Lester ottenne un grosso budget per Help!. Con un bel po’ di spavalderia, i Beatles scelsero come location le Bahamas, semplicemente perché non c’erano mai stati. Così, nel febbraio del 1965 arrivarono nella città di Nassau, su New Providence Island, collegata da un ponte a Paradise Island. Comunque, la band non ebbe nemmeno un giorno di riposo su Paradise Island, dove tra l’altro sono stati girati anche i film di James Bond Casino Royale e Thunderball. Oggi l’isola ospita super resort e l’Aquaventure Waterpark, con il suo gigantesco toboga adagiato a una piramide maya.

6. Rishikesh, India

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Dopo l’incontro con il guru Maharishi (“lo spirito illuminato”), avvenuto a Londra nell’agosto del 1967, i Beatles si dedicarono alla meditazione trascendentale. Così, nel febbraio del 1968, con Donovan, Mia Farrow e Mike Love dei Beach Boys raggiunsero il luogo di meditazione del Maharishi, nella Valle dei Santi sul Gange, alle pendici dell’Himalaya. Qui i Beatles restarono sei settimane e scrissero buona parte del White Album. Rishikesh è oggi considerata la capitale mondiale dello yoga, ma è anche una base per il rafting e il trekking himalayano.

5. Gibilterra

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Il 20 marzo 1969 John e Yoko si sposarono alla Rocca di Gibilterra, piccolo avamposto britannico sulla costa spagnola. Ci avevano provato a Parigi qualche giorno prima, ma invano, così con-volarono a Gibilterra e al Consolato britannico trovarono un funzionario di Sua Maestà disposto a sposarli. Lennon ammise che l’episodio, immortalato dalla canzone The Ballad of John and Yoko, fu molto romantico, perché la Rocca era un simbolo del loro amore.

4. The Mirage, Las Vegas

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Il denaro non potrà comprare il tuo amore, è vero, però potrà farti comprare un biglietto per il Love Show del Cirque du Soleil. Lo spettacolo propone un remix della musica dei Beatles realizzato dal loro produttore Sir George Martin (il vero quinto Beatle) e da suo figlio Giles. Si svolge in un teatro realizzato ad hoc al Mirage, lussuoso hotel-casinò sullo Strip di Las Vegas. Il debutto nel 2006 riunì Paul e Ringo, con le vedove di George e Paul, che scoprirono una placca in memoria dei loro deceduti coniugi. Si può fare un tour del dietro le quinte dello spettacolo e partecipare alla festa psichedelica del Revolution Lounge.

3. Obertauern, Austria

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Questa località sciistica tra le Alpi austriache fu scelta come location per una parte del secondo film dei Beatles, Help!. Secondo le cronache un po’ leggendarie, i Beatles erano così fuori durante le riprese che, quando George urlò la sua battuta “Corri, Ringo!”, sia Ringo che Paul corsero in cima alla collina più vicina. Obertauern si trova nel Bundesland meridionale, 90km a sud di Salisburgo, ed è ancora molto battuta da sciatori e snowboardisti. Durante le riprese, nel 1965, la band soggiornò all’Edelweiss Hotel, dotato oggi di una spa e di una pista da discesa per bambini, e si trova vicino al locale notturno Lürzer Alm Chalet.

 2. Buenos Aires, Argentina

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Più spesso associata al tango che a Ringo, la capitale argentina ospita una delle più ricche raccolte di memorabilia beatlesiane. Aperto nel 2011, il Museo Beatle di Buenos Aires è frutto della passione della vita di Rodolfo Vazquez, un grande fan che ha raccolto oltre 8500 oggetti rari tra dischi, gadget e pupazzi. Accanto al museo si trovano una copia del Cavern Club, il Beatle Café e la Sala John Lennon, uno spazio teatrale dedicato alle commedie brillanti. Il museo è parte del complesso Paseo La Plaza su Avenida Corrientes, la Broadway di Buenos Aires, punteggiata di teatri, bar e milonghe.

1. Abbey Road, Londra

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Le prime idee per la copertina di quello che per molti è l’ultimo disco dei Beatles comprendevano una fotografia sull’Everest, ma alla fine si optò più ironicamente per le strisce pedonali vicino agli studi della EMI nel verdeggiante nord di Londra. La memorabile copertina di Abbey Road, nella quale Paul è a piedi nudi, ha dato il “la” a moltissime imitazioni e ad alcune teorie sulla morte di McCartney. Gli Abbey Road Studios, dove hanno registrato anche Pink Floyd e Radiohead, sono chiusi al pubblico, ma una webcam è puntata sulle mitiche strisce pedonali, per la gioia dei fan e il dispetto degli automobilisti. La fermata della tube più vicina è quella di St John’s Wood. Lì vicino, il Beatles Coffee Shop organizza itinerari a piedi sotto il segno dei Fab Four.