I 50 Paesi Per Libertà di Stampa del 2014: La Classifica di ‘Reporters Without Borders’

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Il Press Freedom Index è una classifica annuale stialata e pubblicata da Reporters Without Borders (RWB), o Reporters Sans Frontières (RSF), sulla base di una valutazione condotta all’interno dell’organizzazione sui dati registrati nell’anno precedente, riguardanti la libertà di stampa dei diversi paesi. Il ranking riflette il grado di libertà di cui giornalisti, agenzie stampa, e ‘Netizen’ (o Cybercitizen) godono in ogni paese al mondo, e gli sforzi compiuti dalle autorità governativa per rispettare, e far rispettare, questa libertà.

Il World Press Freedom Index predisposto per il 2014 mette in risalto l’impatto negativo dei conflitti armati, al momento in atto nello scenario mondiale (ad esempio quello Siriano) sulla libertà d’informazione e sui suoi protagonisti. “La posizione di alcuni paesi in classifica è talvolta – aggiunge RWB – il frutto della tendenza ad interpretare le esigenze di sicurezza nazionale in modo eccessivamente ampio e abusivo, a scapito del diritto a inforare e ad essere informati”. Una tendenza che secondo l’organizzazione “costituisce una crescente minaccia a livello mondiale” e che non risparmia neanche i paesi “considerati democrazie” consolidate. Questo è il caso degli Stati Uniti (in 46esima posizione), che registrano una discesa in classifica di 13 posizioni quest’anno, a fronte dei crescenti sforzi per rintracciare gli informatori e contenere le fughe di notizie.

La Finlandia si conferma all’apice della classifica per il quarto anno consecutivo, seguita da vicino da Olanda e Norvegia, che confermano le rispettive posizioni del 2013. All’altra estremità del ranking, le ultime tre posizioni sono ancora detenute da Turkmenista, Corea del Nord e Eritrea, “tre paesi in cui” – secondo RWB – “la libertà d’informazione è inesistente”. Nonostante le occasionali turbolenze esplose durante lo scorso anno, questi paesi continuano ad essere “i buchi neri” dell’informazione, e “l’infero in terra” per i giornalisti che vi abitano.

L’indice di quest’anno comprende 180 paesi, uno in più rispetto all’anno scorso. Alla new entry, Il Belize, è stata assegnata una posizione invidiabile (29esima). Casi di violenza contro i giornalisti sono rari in questo paese, anche se vi sono stati recentemente dei problemi: una querela che coinvolge la richiesta di una grande quantità di danni, restrizioni della sicurezza nazionale sull’attuazione del “Freedom of Information Act” è attualmente in atto, e talvolta si sono registrati casi di gestione sleale delle frequenze radiotelevisive.

Quest’ultimo punto non può non farci venire in mente le vicende del nostro “Amato Bel Paese”, il quale nel ranking di RWB, quest’anno guadagna otto posizioni, classificandosi al 49esimo posto.

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