I Rischi Legati al Quantitative Easing

quantitative easing

Uccidere l’idra era la seconda delle dodici fatiche imposte ad Ercole. Nel mito greco L’Idra viene descritta come un grande serpente marino dotato di nove teste tutte velenosissime e considerata invincibile, tant’é che ogni volta che Ercole tagliava una delle teste, dal moncherino ne ricrescevano due.

L’assioma di base da cui stanno muovendo tutte le analisi finanziarie ed economiche  da un po’ tempo è il seguente: il quantitative easing prima o poi farà ripartire le economie e quindi tornerà una crescita economica accettabile. Quello a cui invece abbiamo assistito  da Aprile 2015 in poi è stata una contrazione della redditività su tutte le classi di asset e un graduale deterioramento dei principali indicatori economici che, anche se lieve, è comunque in deciso contrasto con la crescita che ci saremmo aspettati .

Sembra quindi che la  politica monetaria della Banca Centrale Europea abbia  intrapreso un percorso che la rende affine al mito greco del povero Ercole che continua a tagliar teste, aggravando la sua situazione.

Ma non si intende in questa sede affrontare l’efficacia, l’opportunita’ o le alternative al Quantitive easing messo in campo dalla BCE, quanto piuttosto far luce sugli effetti collaterali e distorsivi che il percorso porta con sè, anche alla luce del recente “rialzo” da pokerista, voluto dal governatore Draghi.

Risparmiatori colpiti

La prima distorsione colpisce i risparmiatori, che vengono deprivati  della possibilità di ottenere, senza correre enormi rischi, un rendimento minimo  dal loro risparmio, abbattendo i consumi legati a questa fonte di reddito. D’altra parte si cerca di compensare i consumatori stessi con una enorme facilità all’indebitamento e quindi al consumo che, tuttavia, come ogni aumento del debito di qualunque tipo, si traduce in un incremento dei coefficienti di rischio.

Aumentano i rischi di investimento

Il secondo effetto distorsivo riguarda segmenti essenziali come i sistemi pensionistici ed assicurativi, che si trovano anch’essi a dover affrontare lo stesso problema del singolo risparmiatore. Forse in questo caso è ancora peggio, perché l’inaspettata espropriazione del concetto di interesse composto, cardine finora del loro operato, li porta a prendere maggiori rischi nelle scelte di investimento (con i nostri soldi). Se questa sia una strada sostenibile o se, come più volte detto dagli stessi banchieri centrali, si tratti di un enorme esperimento di genetica economica dai riflessi pesanti e dagli esiti ancora tutti da capire, sarà possibile comprenderlo solo tra qualche anno.

Il caso banche

Infine, l’ultimo effetto distorsivo è forse un paradosso e riguarda i tassi negativi sui depositi applicati dalla banca centrale europea. La  scelta è stata ovviamente fatta con la finalità di spronare gli istituti di credito alla concessione di finanziamenti ma, comunque, questa resta una “tassa” sui depositi che viene intanto sopportata dal conto economico delle banche che non se la sentono di rigirare il costo ai clienti ( per il momento). D’altra parte c’è comunque da augurarsi che le banche non ricomincino nella scriteriata politica di prestiti che le ha portate alle devastanti svalutazioni in bilancio a cui abbiamo assistito; se si arrivasse a tanto assisteremmo a quella che in campo medico viene definita  “iatrogenesi”, e cioè l’origine medica di una patologia.

La faccenda è davvero complessa e la sola politica monetaria sembra veramente non bastare senza una coordinata  azione politica a supporto.  D’altra parte anche per sconfiggere l’Idra, Ercole si fece aiutare da Iolao il quale, dopo che lui aveva tagliato una testa, cauterizzava con il fuoco il moncherino, impedendone così la ricrescita.