I Soldi del Pallone

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Articolo apparso su Spazio Economia.

E’ iniziato il campionato di calcio 2015-2016; come diceva un ex-presidente di una squadra di calcio spesso vincente: “vincere non è importante; è l’unica cosa che conta”.

Sì, ma quanto costa?

Sulla base dei risultati dello scorso campionato 2014-2015 e facendo riferimento al monte-ingaggi dei calciatori, lo scudetto della Juventus è costato assai: la squadra torinese ha speso complessivamente 118 milioni di euro, e per ogni punto degli 87 conquistati ha speso 1.356.000 euro; la Roma, arrivata seconda con 70 punti e con un monte ingaggi di 98 milioni, ne ha spesi 1.400.000 per ogni punto; la performance peggiore è quella del Milan, che con una spesa complessiva di 94 milioni come monte-ingaggi ha collezionato 52 punti, quindi 1.808.000 euro a punto; poco meglio è andata a Inter (1.273.000 euro a punto: l’anno scorso sono stati 55 per un monte-ingaggi di 70 milioni), Napoli (1.111 euro a punto: l’anno passato sono stati 63, con un monte-ingaggi di 70 milioni). Nella classifica dei “virtuosi” vediamo Torino (500.000 euro a punto: con 27 milioni di ingaggi i punti sono stati 54), Samp (500.000 euro a punto: con 28 milioni i punti sono stati 56), mentre in testa a questa “economica” classifica si piazza l’Empoli che ha fatto fermare il “tassametro” a 262.000 euro a punto, a fronte di 42 punti ottenuti con un monte-ingaggi di 11 milioni. Se è quindi vero che “chi più e meglio spende, poi vince”, è anche vero che una attenta ed oculata gestione finanziaria conduce a risultati tutt’altro che disprezzabili, ed in alcuni casi da definire ottimi.

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Ma che cosa dobbiamo attenderci per il campionato in corso? Chi ha messo mano alle tasche per strappare lo scudetto alla Vecchia Signora? E chi ha messo un freno alla corsa all’ingaggio?

Deluse da tanti anni magri, Inter, Milan, Roma e Napoli hanno deciso di aumentare la posta sul “jack pot”: e se la Juventus ha aumentato il suo monte-ingaggi del 5,1% (da 118 a 124 milioni totali) nonostante la perdita di 3 grandi campioni, Napoli (+5,7%, passando da 70 a 74 milioni), Milan (+7,4%, da 94 a 101 milioni), Roma (+15,3%, da 98 a 113 milioni) e soprattutto Inter (+34,3%, da 70 a 94 milioni) hanno innestato la quinta e sgommato già alla griglia di partenza.
La Juventus resta la squadra col monte ingaggi superiore (124 milioni), il 10% in più della più diretta concorrente alla classifica della spesa totale, la Roma, il 23% in più del Milan, il 34% in più dell’Inter.
Alcuni “club” hanno dato una “sforbiciata” agli ingaggi: meno 20% il Sassuolo (da 28 a 27 milioni), meno 18% la Fiorentina (da 56 a 46 milioni), meno 12% il Chievo (da 18,3 a 16 milioni), meno 11% il Torino (da 27 a 24 milioni).

Per consolarci, diamo una breve occhiata a chi si è presentato in modo frugale, facendo di necessità (pochi soldi da mettere sul campo) virtù (meglio stare coi piedi per terra); nella speciale classifica dei “virtuosi”, spicca la neo-promossa Frosinone con 8 milioni di monte ingaggi: la Juventus ne spende 16 volte tanto; a seguire, la neo-promossa Carpi con 13 milioni, poco oltre 1/10 di quanto spende la Juventus; e poi la confermata Empoli (14 milioni).

Il calcio è un gioco ed i suoi risultati non sono determinati solo da quanti soldi si mettono sul tavolo; ma come diceva Henry Ford I (“la metà dei soldi che spendo in pubblicità sono sprecati, ma non so quale sia questa metà”), troppo spesso i soldi investiti nella rosa della prima squadra sono come le foglie secche: gettati al vento.