Il Bollettino Settimanale di AdviseOnly

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Il Bollettino settimanale di AdviseOnly. Tutte le notizie macroeconomiche della settimana appena passata riassunte in breve.

Quali sono stati i fatti salienti della settimana?

  • La Fed ha lasciato invariati i tassi di interesse al minimo storico, vicino allo zero. Tutto rinviato al prossimo dicembre; nel frattempo nel terzo trimestre il PIL degli Stati Uniti è rallentato come previsto. Anche la BoJ non ha annunciato modifiche di politica monetaria ma ha abbassato le stime di crescita e d’inflazione del Giappone.
  • In Europa, ad ottobre è sceso il tasso di disoccupazione della zona euro e il tasso d’ inflazione non è più negativo. In Germania, la fiducia delle imprese tedesche è rimasta nel complesso positiva ed il mercato del lavoro resiste agli shock esterni. In Spagna, il PIL è cresciuto del +0,8% t/t mentre in Italia, secondo le stime provvisorie dell’Istat, il tasso di disoccupazione è sceso dello 0,1% e l’inflazione si è attestata allo 0,2%.

Mercati

Dopo tre settimane si interrompe la corsa dei mercati europei, tuttavia il mese di ottobre si chiude positivamente.

In Europa, ci sono stati una serie di risultati aziendali deludenti: nel terzo trimestre Volkswagen ha riportato perdite per 1,67 miliardi di euro ed il primo segno meno da quindici anni; ENI per 0,95 miliardi di euro, BBVA per 1,6 miliardi e DeutscheBank ha sospeso i dividendi per il 2015 e il 2016.

Negli USA al contrario, i conti di Apple hanno fatto volare il Nasdaq che da inizio anno guadagna il 7,1%. Il probabile aumento dei tassi della Fed ha penalizzato l’insieme dei Paesi Emergenti.

Sul mercato dei titoli di Stato dell’eurozona si sono registrati aumenti dei tassi d’interesse sulle scadenze a medio e lungo termine, fatta eccezione per l’Italia.

In Italia, il tasso d’interesse offerto dal Btp a 10 anni ha raggiunto l’1,59% e lo spread rispetto al Bund è sotto i 100 punti base.

L’andamento del mercato secondario ha influenzato i risultati d’asta del mercato primario dove i rendimenti sono scesi. In particolare, il Tesoro italiano ha collocato Bot e Ctz a tassi d’interesse per la prima volta sotto lo zero.

In Giappone, tra la mancanza di nuovi stimoli monetari e il sollievo per le indicazioni di nuove misure fiscali, i tassi d’interesse delle obbligazioni governative a breve e medio termine si sono ridotti mentre sono aumentati quelli a lungo termine.

Negli USA sono aumentati i tassi d’interesse offerti dai titoli di Stato sulle diverse scadenze con il rendimento del decennale americano sopra il 2%.

Infine, sul mercato obbligazionario corporate si riducono i corsi del segmento investment grade di USA e mercati emergenti.

Sul mercato delle valute perde forza il biglietto verde americano, il cambio euro/dollaro è in lieve aumento (+0,3%) mentre il cambio euro/sterlina conclude la settimana con un +0,9%.

Sul fronte delle commodities si registra una ripresa del valore del petrolio, che continua però a rimanere sotto la soglia dei 50 dollari a barile (49,3); negativa la settimana per l’oro (-2,1%).

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Azioni Italia: FTSEMIB; Azioni Europa: Stoxx Europe 600; Azioni USA: S&P500; Azioni Giappone: Topix; Azioni Emergenti: MSCI Emerging Market. Obbl. Gov. Italia, USA e internazionali: Bloomberg EFFAS; Obbl. Gov. Paesi Emergenti: JPMorgan EMBI Plus; Obbl. Investment Grade zona euro e USA: Bloomberg Index.

Da tenere d’occhio questa settimana

Ecco i dati macroeconomici che saranno pubblicati nel corso della settimana e la stima del consensus(fonte: Bloomberg).

  • Europa – La settimana europea è dedicata all’indice dei direttori agli acquisti, non solo per il settore manifatturiero ma anche per il settore terziario. L’indice sarà calcolato non solo a livello di eurozonama anche di singolo Paese. Tale valore sarà anche rilasciato in Regno Unito. L’attenzione inInghilterra sarà tutta riservata alla riunione di Bank of England, dove si prenderà una decisione sui tassi di interesse. Anche in questo caso, per il momento, non sono attese particolari sorprese. Altro dato di rilievo oltre Manica è quello relativo alla produzione industriale per il mese di settembre, indicatore utile per capire lo stato di salute dell’economia inglese. A livello di eurozona da non perdere anche l’indice PMI del settore manifatturiero per il mese di ottobre.
  • USA – La settimana macroeconomica americana sarà caratterizzata dal rilascio del dato dei vari indici ISM legati al mondo manifatturiero per il mese di ottobre. Altri dati rilevanti per le imprese americane sono gli ordinativi alle fabbriche del mese di settembre, l’indice MarkIt PMI composito e laproduttività non agricola. Inoltre a fine settimana sarà pubblicato il tasso di disoccupazione per il mese di ottobre.
  • Giappone – Dal Sol levante nessun dato di rilievo in programma.
  • BRICS – In Cina la settimana inizia subito con la pubblicazione dell’indice manifatturiero PMI, tale valore sarà pubblicato anche in India e in Brasile. Quest’ultimo Paese renderà noto anche il valore della produzione industriale del mese di settembre e il tasso di inflazione.

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