“Il Capitale Umano nella Rivoluzione Industriale”: Una Proxy dall’Età dei Lumi

Secondo Mara Squicciarini della Katholieke Universiteit di Leuven e Nico Voigtländer della University of California, Los Angeles, non può. Nello loro recente studio "Human Capital and Industrialization", i due economisti risolvono il dilemma suddividendo il capitale umano in due componenti: "average human capital" (letteralmente "capitale umano medio" include livelli base di alfabetizzazione ed l'istruzione primaria) e "upper-tail knowledge" (i valori più alti nella distribuzione).

Mentre la prima tende ad incrementare la produttività utilizzando le tecnologie già disponibili, la seconda componente, dove rientrano per lo più le competenze di ingegneri ed imprenditori, secondo i due risulta essere ciò che rende una società in grado di innovare e promuovere quel rapido progresso tecnologico che ha caratterizzato la Rivoluzione industriale.

Come proxy di quest'ultima variabile Mara Squicciarini e Nico Voigtländer utilizzano un'insolita misura proveniente direttamente dall'Età dei Lumi: le sottoscrizioni all'Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri ("Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers" nel titolo originale) - la pietra angolare dell'Illuminismo elaborata sotto la direzione di Denis Diderot e con la collaborazione di Jean-Baptiste Le Rond d'Alembert.