Il Caso della Studentessa Afroamericana Aggredita da un Agente

School Resource Officer

L’incidente a Spring Valley High (video) solleva interrogativi sull’effettivo ruolo nelle scuole americane degli School Resource Officers (da qui SROs), agenti delle forze dell’ordine responsabili per la fornitura di servizi di sicurezza e prevenzione della criminalità in ambito scolastico americano. Il vice sceriffo (poi sospeso dal servizio) che lo scorso lunedì ha gettato a terra, stringendole un braccio intorno al collo, una studentessa afroamericana in una classe della Spring Valley High School di Columbia (Carolina del Sud) aveva lavorato come SRO.

Appositamente formati per lavorare nelle scuole, questi agenti controllano le scuole pubbliche ma poche volte il loro lavoro viene sottoposto ad indagini.

Uno studio del 2008 condotto dalla ACLU in tre città del Connecticut ha rivelato che gli studenti neri hanno una maggiore probabilità di essere arrestati o segnalati alla polizia da un SRO.

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Secondo un sondaggio del National Center for Education Statistics condotto su un totale di 1.600 scuole pubbliche a livello nazionale, il 30% ha avuto un ufficiale delle risorse della scuola nelle aule durante l’anno scolastico 2013-2014. L’11% delle scuole pubbliche ha riferito di aver avuto un agente nel campus che non era però stato addestrato specificamente come un SRO.

Gli School Resource Officers sono presenti in quasi la metà delle scuole superiori e medie (rispettivamente 49% e 46%), mentre solo il 18% delle scuole elementari hanno un SRO in servizio. Nelle grandi scuole come la Spring Valley High la probabilità che venga impiegato un SRO nelle aule è maggiore: il 73% delle scuole con 1.000 o più studenti ne impiegano uno.

E’ stato il governo federale ad incoraggiare le scuole affinchè esse portassero i poliziotti nelle classi. Nelle intenzioni degli istituti scolastici gli SRO dovrebbero disincentivare avvenimenti tragici come sparatorie ed altre violenze nelle scuole, e al contempo diventare una presenza positiva nella vita degli studenti aumentandone la fiducia nelle forze dell’ordine.

Nel 2013, il Dipartimento di Giustizia ha speso 45 milioni di dollari per creare 356 nuovi posti destinati a SRO a livello nazionale, ovvero un terzo di tutti i nuovi posti di applicazione della legge creati dal dipartimento attraverso il suo Office of Community Oriented Policing Services (COPS) durante quell’anno.

Sebbene COPS incoraggi l’aggiunta di SRO, raramente l’operato di questi ufficiali viene valutato.

Ma gli studenti si stanno comportando meglio o peggio rispetto a prima? Lo studio raccomanda alle scuole di inserire nella valutazione dei programmi di SRO, non solo i rapporti sugli incidenti, ma anche l’uso di metriche quali tassi di laurea. Il Dipartimento di Giustizia ha suggerito alle scuole di inserire nelle valutazioni anche le indagini sui comportamenti degli studenti in relazione agli ufficiali.

Ma cosa pensano gli studenti degli SRO? Secondo uno studio condotto nel 2005 dal Dipartimento di Giustizia su un campione di quasi mille studenti, il 74% degli intervistati ha espresso espresso un parere positivo sull’impatto degli ufficiali sul loro campus, ma le opinioni variavano significativamente da scuola a scuola, da un minimo del 43% degli studenti ritenutisi soddisfatti a un massimo del 99%.

Sebbene gli studenti approvino l’impiego degli SRO, solo il 64% si è sentito a suo agio nel denunciare un crimine ad un ufficiale della loro scuola e solamente il 50% ha detto che si sentirebbe a proprio agio ad avvicinarsi all’ufficiale per qualsiasi tipo di problema. Per molti studenti l’ufficiale del campus è considerato più un’autorità che un individuo, anche se un SRO ha come scopo principale quello di costruire relazioni. Il 38% degli studenti non conosceva il nome dell’ufficiale di servizio nella loro scuola, e più della metà (55%) non aveva mai parlato con lui.